Costa Teatina, il PD torna a chiedere le dimissioni di Febbo. La Cgil: “Negare il Parco sarebbe una sciagura per l’Abruzzo”

Parco non piace a molti cittadini che vivono lungo la costa. Paolucci stamani ha accusato apertamente l’assessore alle Politiche agricole di aver messo “i sindaci contro altri sindaci, categorie produttive contro altre categorie produttive. Ha lavorato per fomentare divisioni: rassegni le dimissioni da coordinatore del tavolo per la perimetrazione, faccia un gesto di chiarezza. Il Parco è una possibilità di sviluppo per il nostro territorio e di nuovi mercati per i prodotti: questa terra non può permettersi il lusso di perdere una grande occasione di sviluppo per gli interessi politici di qualcuno”.

Ma c’è anche chi come Chiara Zappalorto, vicesegretaria provinciale democratica, e Camillo D’Amico, capogruppo in Provincia, punta l’indice, oltre che su Febbo anche sul presidente Enrico Di Giuseppantonio: “Ha sbandierato un’idea della precedente amministrazione come la Via Verde, ma non è stato capace di imporsi con la sua stessa maggioranza. Una maggioranza che aveva condiviso il percorso ed ora rema contro per ragioni di bottega: arriverà qualcuno che farà la perimetrazione come un commissario o chi per lui – ha detto la Zappalonto. “La Provincia di Chieti poteva mobilitarsi in favore del Parco – ha sostenuto D’Amico – invece ha eluso la discussione in merito ai tanti vantaggi che il Parco può portate”.

Il PD sostiene che i fatti che stanno accadendo intorno alla vicenda del Parco della costa Teatina sono di una gravità eccezionale, soprattutto perché si è consentito alla Regione di svolgere un ruolo di totale ambiguità  al punto di arrivare ora a richiedere addirittura l’abrogazione della legge istitutiva del Parco stesso. “Siamo ad una situazione paradossale, grottesca. La Regione Verde d’Europa, la Regione dei Parchi, modello di riferimento nazionale ed Europeo per una politica di integrazione fra sviluppo e conservazione, cioè i temi su cui bisognerà costruire il futuro del pianeta, la nuova green economy, affida, con voto unanime del Consiglio, all’Assessore all’agricoltura – da sempre dichiaratamente nemico dei parchi ed in questo gli dobbiamo riconoscere coerenza  – il compito di coordinare l’acquisizione del consenso fra i comuni sulla perimetrazione del Parco della Costa Teatina. Ruolo che è stato svolto nel rialimentare tutte le paure ed i luoghi comuni che solitamente si invocano per opporsi ai parchi. Come chiedere ad un carnivoro di preparare un pranzo vegetariano. Come è stato possibile tutto questo?

Oltre al PD fa sentire in queste ore la sua voce pure la Cgil. La segreteria regionale del sindacato, con una nota a firma di Mimì D’Aurora sostiene che “negare il Parco con i suoi strumenti  sarebbe una sciagura per l’intero Abruzzo perché indicherebbe l’abbandono di un modello di sviluppo, di una immagine che l’Abruzzo ha nel mondo di regione che ha scelto di coniugare tutela ambientale e sviluppo.  La CGIL Abruzzo ritiene necessario fermare questa deriva, perché è evidente che riaprirebbe la strada a tutti i pericoli che pesantemente incombono su questa regione ed in particolare sulla provincia di Chieti, a partire dal Centro Oli e alle attività estrattive in terra ed in mare, senza escludere la pressione del cemento lungo la costa.  Lo diciamo da organizzazione sindacale che ha a mente la qualità dello sviluppo di questa regione, l’occupazione e la qualità della vita e dell’ambiente in cui vivranno i nostri figli”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *