Delitto Rea, nuova testimonianza potrebbe scagionare Parolisi

Continuano senza sosta le indagini sull’assassinio di Melania Rea. Unico indagato resta ancora il marito della vittima, Salvatore Parolisi. Sospettato  di omicidio pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà e vilipendio di cadavere in eventuale
concorso con altri, pena che prevede l’ergastolo,  sembra poter essere scagionato dalla testimonianza di un suo collega. Si tratta di un sottoufficiale in servizio presso il 123° reggimento di fanteria di Chieti che il giorno dell’omicidio era di vedetta nei pressi del luogo del delitto. Il soldato è stato ascoltato dalla Procura di Teramo pochi giorni fa. Nel corso del suo interrogatorio ha affermato di non aver visto né avvicinarsi né allontanarsi nessuna Renault Scenic, stesso modello dell’auto di Parolisi. Ciò ipotizza che il caporalmaggiore quel giorno non era sul luogo del delitto. Le parole del testimone potrebbero essere considerate poco rilevanti dagli inquirenti, in quanto durante il suo servizio non aveva visto e non ricordava di aver visto tutte le auto che il 18 aprile sono passate nella strada sottostante la sua posizione. La difesa, rappresentata da Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, ritiene fondamentale la testimonianza del sottoufficiale e ha inoltre dichiarato: “Stiamo lavorando alla richiesta di alcuni incidenti probatori da presentare alla Procura della Repubblica e siamo contemporaneamente in attesa che la Cassazione ci comunichi la fissazione dell’udienza”. Non solo.

Gli avvocati Biscotti e Gentile sostengono pure che “non vi è certezza né dell’ora, né del giorno in cui Melania Rea è stata uccisa”, che per questo motivo chiedono ufficialmente al gip di Teramo di accogliere la richiesta di incidente probatorio. L’accusa contro Parolisi, fa leva infatti sui dati medico-legali che, secondo la difesa del sottufficiale sono “contraddittori ed inattendibili. L’indeterminatezza dell’epoca della morte – sostengono i legali dell’uomo – impedisce una ricostruzione fedele della vicenda criminosa. Appare pertanto necessario il ricorso ad una perizia d’ufficio che chiarisca definitivamente le divergenze tra accusa e difesa sull’ora del decesso alle Casermette di Ripe di Civitella in provincia di Teramo. Depositeremo la richiesta di incidente probatorio al gip di Teramo affinché suoi consulenti mettano un punto fermo di natura tecnica su una circostanza che si appalesa fondamentale ai fini dell’attribuzione della responsabilità per l’omicidio di Melania”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *