E’ ancora scontro tra le forze politiche sulla Costa Teatina

 

La mancata perimetrazione del Parco della Costa Teatina registra ogni giorno di più polemiche, prese di posizione, suggerimenti, appelli e divisioni. Come si sa, martedì scorso, a Roma, al ministero dell’Ambiente, 5 degli otto comuni che si affacciano sul litorale, hanno detto no al Parco. San Vito, Rocca San Giovanni, Ortona, Casalbordino e Torino di Sangro, i primi tre a guida di centro destra, gli altri con sindaci di centro sinistra. Tra l’altro a Torino di Sangro, 3mila abitanti circa (sindaco Domenicantonio Pace, di Rifondazione Comunista), si è tenuto persino un referendum tra i cittadini e il 95  per cento – 738 contrari su 777 –  si è detto contrario a limiti e vincoli. Posizioni che hanno avuto il loro peso nel corso della riunione di Roma, nella quale solo Vasto, San Salvo e Fossacesia erano pronte a dire di sì alla perimetrazione. Un bel guazzabuglio che ha innescato una reazione a catena. A scatenarla, facendo fallire il progetto, secondo le forze del centro sinistra, sarebbe stata la posizione del presidente del Tavolo di coordinamento degli enti locali per lo sviluppo del Parco teatino, Mauro Febbo. Sul titolare dell’assessorato regionale alle Politiche agricole sono piovute richieste di dimissioni e accuse di boicottaggio. Febbo si è difeso, ha spiegato, ma non è bastato. Oggi, a scendere in campo al suo fianco, il vice coordinatore regionale del PdL, Fabrizio Di Stefano. Il senatore, senza peli sulla lingua, ha apertamente parlato di come “gli esponenti del centro sinistra, pretendono d’ essere portatori di verità rivelate, aggredendo chi non la pensa come loro. L’Assessore Febbo ha semplicemente recepito l’umore di gran parte dei  cittadini e degli amministratori del territorio interessato dall’eventuale Parco della Costa Teatina. Del resto la prova di democrazia più evidente l’ha data il sindaco di Torino di Sangro, che ha indetto una consultazione popolare e, ricordo a me stesso, visto che c’è gente che evidentemente non vuol capire, che proprio tale “referendum” ha esplicitato la volontà dei cittadini, ed il loro diniego, con una percentuale dell’80%, alla realizzazione del Parco. Di fronte a tanta evidenza, gli esponenti del centro sinistra non ne prendono atto, e al contrario-prosegue Di Stefano- non considerano che ci sono amministrazioni locali di sinistra che si sono espresse in maniera contraria, così come diversi amministratori, sempre del centro sinistra, che in diversi incontri pubblici hanno dato parere negativo. Per non parlare poi di una buona parte di amministrazioni del centro destra, che non è d’accordo con la costituzione dell’area Parco. Per ultimo, ma non di poco conto, il risultato tutt’altro che favorevole all’ipotesi del Parco, della consultazione popolare a  Torino di Sangro, comune interessato dal progetto. Questo è un dato di fatto incontrovertibile, di cui la sinistra non vuole tener conto- conclude il Parlamentare PDL- e per tutta risposta, aggredisce l’assessore Febbo, evocando addirittura il Centro Oli e dimenticando che furono proprio gli esponenti del centro sinistra a portarne avanti il progetto. Ricordo infatti i proclami elettorali dell’allora Presidente della Provincia, Tommaso Coletti, candidato al Comune di Ortona, o al Segretario Regionale del PD, Silvio Paolucci, in quel periodo candidato a sindaco di Tollo. Ma la loro sfrontatezza è tale, che mistificano la realtà. La “via verde” proposta dall’Amministrazione Provinciale potrebbe essere uno strumento di tutela del territorio e, contestualmente, di sviluppo e valorizzazione dello stesso. Tant’è vero che il 4 agosto scorso è stato firmato a Roma, presso il Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, un protocollo d’intesa per la realizzazzione della “Via Verde Costa dei Trabocchi,  sottoscritto anche da buona parte delle amministrazioni di centro sinistra interessate”.

E sulla “Via Verde Costa dei Trabocchi”, interviene anche Remo Di Martino, assessore al Turismo della Provincia di Chieti. “L’amministrazione Di Giuseppantonio ha assunto indicazioni chiare e ben definite in merito a quel territorio così importante e lo ha fatto con un progetto alternativo al Parco della Costa Teatina. Infatti – continua  Di Martino – il 18 aprile del 2010 la Provincia di Chieti ha sottoscritto un protocollo di indirizzo per portare avanti il progetto di istituzione del Comprensorio della Costa dei Trabocchi. Nello specifico, oltre alla Provincia, al comprensorio hanno aderito la Camera di Commercio, Confindustria, Confcommercio e Confesercenti, i Patti Territoriali con tutte le Associazioni ricadenti nei  46 Comuni interessati e  la  Sangritana. E non c’è nessuno che abbia rinunciato a tale progetto.  Il Comprensorio inoltre vuole potenziare i 29 siti comunitari, le 10 riserve naturali e i 5 porticcioli turistici che operano lungo la Costa. Parliamo dunque  di un comprensorio che punta a migliorare e mettere in collegamento tra loro le attività che vi operano e sono il volano del turismo della Provincia di Chieti. Quindi, auspico che si continui a lavorare sul protocollo di istituzione del Comprensorio poiché ad esso sono collegati anche i 16 milioni di fondi Fas pronti da utilizzare su quella parte di territorio Infine il 4 agosto scorso – conclude Di Martino – la Provincia, unitamente ai sindaci interessati, ha sottoscritto un ulteriore protocollo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per acquisire definitivamente le aree dell’ex tracciato ferroviario, mettendo un tassello importante alla realizzazione del Comprensorio turistico della Costa dei trabocchi”.

Un altro sostegno a Febbo, “oggetto, in questi giorni di polemiche sterili e denigratorie” arriva da Lanciano, dove ieri il capogruppo dei Verdi, Alex Caporale ha presentato una mozione perché il consiglio municipale decida sull’estensione dei propri confini nel Parco. E’ il capogruppo del PdL, Manlio D’Ortona, a intervenire oltre che nel merito del progetto, anche rispetto al metodo con il quale il centrosinistra sta sviluppando i suoi discorsi relativi al Parco della Costa teatina: “Soltanto interventi polemici e pretestuosi, come la recente presa di posizione di Walter Caporale – puntualizza D’Ortona -, che continua a muovere accuse infondate e non chiarisce la propria posizione. Basta ricordare che sia la Giunta regionale Del Turco, che l’amministrazione Coletti, alla guida della Provincia di Chieti, non hanno fatto nulla per portare a termine l’iter di costituzione del Parco. La Giunta Chiodi al contrario – conclude Manlio D’Ortona – ha avuto il coraggio di assumere una posizione chiara e la sta portando avanti, per salvaguardare uno dei più bei scorci dell’area frentana e dell’intero Abruzzo, rispetto al quale è in cantiere il progetto di acquisto e riqualificazione dell’ex tracciato ferroviario, per il quale è stato già investito un cospicuo finanziamento e sono stati impegnati ulteriori fondi regionali”.

“Non avrei mai potuto immaginare che nel 2011 ci potesse essere tanto astio contro un parco, che rappresenta una delle cose più belle che si possano regalare alle generazioni future. In altre parti del mondo, sarebbe una cosa desiderata e incentivata, per la salute, per lo sviluppo ecosostenibile e duraturo, per il benessere diffuso, e anche come strumento per lottare contro i petrolieri dice dal canto suo il segretario provinciale di Chieti di Futuro e Libertà, Alessandro Carbone -. Nei prossimi anni  la sfida delle destinazioni turistiche si giocherà sul mantenimento di due obiettivi strategici: competitività e sostenibilità. Le destinazioni non saranno competitive se non saranno sostenibili a livello ambientale, sociale ed economico, e noi di futuro e libertà siamo tra quanti sostengono che vale la pena misurarsi con questa sfida. Oltretutto, la notizia dell’acquisizione al progetto di un’infrastruttura decisiva, come l’ex tracciato ferroviario da parte della Provincia di Chieti, destinato a diventare uno dei più suggestivi percorsi ciclo-pedonali d’Italia, gioca ulteriormente a favore di questo percorso. Dunque – prosegue – Carbone considero deprimente che ancora ci si attardi in una discussione sterile e inconcludente su vincoli e limiti. Adesso è importante che tutti gli appuntamenti dei prossimi giorni facciano concretamente i conti con le misure più urgenti, in modo da avere in breve tempo un quadro chiaro. Pensiamo fermamente che l’istituzione del parco nazionale della costa teatina rappresenti per la regione Abruzzo uno strumento che non solo permetterà di conservare e tutelare uno dei tratti più belli della costa adriatica, ma rafforzerà anche le norme emanate dalla regione al fine di proibire le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi nel territorio abruzzese”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *