Le pagelle del centro sinistra in Provincia di Chieti alla Giunta Di Giuseppantonio

Una compagine di governo bocciata su tutti i fronti con la sola eccezione degli assessori Daniele D’Amario, risultato appena sufficiente, e Mauro Petrucci che riceve una insufficienza piena ma degna di rispetto e simpatia. Questo il risultato delle pagelle redatte dai consiglieri della minoranza di centro sinistra alla Provincia di Chieti che hanno valutato l’azione e l’operosità del presidente Enrico Di Giuseppantonio e dei componenti la giunta in questi 2 anni di amministrazione attiva. La valutazione faceva riferimento a quattro punti: presenza all’interno dell’istituzione, qualità e quantità del lavoro prodotto, progettualità nell’esperimento delle deleghe possedute, attaccamento e presenza al territorio. “Fa specie il voto basso e largamente insufficiente del presidente Di Giuseppantonio – sostengono in una nota i consiglieri di Pd, Idv, Sel e Federazione della Sinistra – che pecca di una efficace e determinata presenza che faccia apparire la Provincia politicamente presente e rilevante nel determinare lo sviluppo economico e sociale. Bruciante anche il giudizio sul vice presidente con delega alla viabilità Antonio Tavani la cui azione risulta inesistente; altrettanto sono le azioni di Nicola Campitelli, con delega all’Urbanistica e Pianificazione Territoriale, Remo Di Martino, Cultura e Turismo, Gianfranca Mancini, Sociale, Donatello Di Prinzio, Edilizia Scolastica, e Silvio Tavoletta, Sport e Tempo Libero. Alessio Monaco, con delega al Bilancio, si è preso un voto basso ma riparabile se risultasse più onesto intellettualmente nel dire e fare le cose che realmente pensa. Medesimo discorso vale per l’assessore all’Ecologia e Ambiente, Eugenio Caporrella. Puo’ decisamente migliorare adesso se, come noi auspichiamo, guarderà seriamente agli interessi generali del territorio e non più solo a quelli della Frentania. Un risultato deludente – concludono gli esponenti del centro sinistra – che constatiamo anche parlando con cittadini ed amministratori ove la delusione e’ cocente. Costruire una coalizione vincente e’ facile, ma governare e’ tutt’altra cosa e, quando non si e’ liberi, autonomi, autorevoli e credibili nell’azione amministrativa ma spesso dipendenti da volontà esterne, si diventa immobili ed inesistenti”.

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