Pusher collabora con polizia e fa arrestare tre spacciatori a Pescara

La Squadra Mobile della Questura di Pescara ha dato esecuzione stamane a tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip Luca De Ninis su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Barbara Del Bono.    I provvedimenti restrittivi sono il risultato di un’indagine della Squadra Mobile, avviata lo scorso 9 luglio, sulle dichiarazioni di un giovane residente a Pescara, trafficante di lungo corso di sostanze stupefacenti, il quale ha trovato il coraggio di “uscire dal giro” denunciando i propri fornitori.

I tre arrestati sono Arturo Santillo, 34 anni, Vincenzo Scognamiglio, 33 anni, e Ciro Granieri, 24 anni, tutti originari del napoletano e residenti nel pescarese, imparentati tra loro e legati da motivi di lavoro considerato che si occupano insieme di un distributore di benzina che si trova a Portanuova. Sono accusati di spaccio di sostanze stupefacenti e di estorsione continuata. Ad incastrarli e’ stato uno spacciatore di trent’anni di Pescara che il 9 luglio si e’ rivolto alla questura e si e’ non solo autodenunciato ma ha anche denunciato i tre, che a suo dire gli hanno venduto a giugno una partita di 4 chili di marijuana per un importo di 16mila euro. Lui, però, non è riuscito a saldare il debito entro i 15 giorni pattuiti e a fronte delle continue minacce dei napoletani ha chiesto aiuto alla squadra mobile, diretta da Piefrancesco Muriana. Lo spacciatore, in attività da una decina di anni, ha riferito di aver versato solo 3.000 euro ai suoi fornitori per la partita di droga acquistata ma di non essere riuscito a venderla tutta e, nonostante abbia chiesto aiuto anche al padre, il debito non è stato estinto. I napoletani, per ottenere il saldo, lo avrebbero minacciato di ‘dar fuoco a tutto’ e perfino di sparargli ‘con una pistola’. Il pusher ha ricevuto una telefonata di minacce anche mentre era con la polizia. E’ stato quindi organizzato un appuntamento-trappola in un rimessaggio nautico alla periferia di Pescara per la consegna del denaro ai napoletani, con l’obiettivo di incastrarli. Lo spacciatore-collaboratore si è presentato con i soldi segnati dalla polizia e Santillo è andato a ritirarli ma la squadra mobile lo ha bloccato subito dopo la consegna e ha arrestato sia lui che il pusher. Scognamiglio e Granieri si sono presentati sul posto proprio mentre la polizia aveva fatto irruzione e così sono stati identificati e oggi, su disposizione del gip (Luca de Ninis) la misura cautelare di detenzione in carcere è stata notificata a tutti e tre. Il pusher pentito ha consentito alla polizia di recuperare i due chili di marijuana non venduti, nascosti in una casa abbandonata – come riferito in conferenza stampa dal vice di Muriana, Dante Cosentino e dall’ispettore capo Costanzo Pastore. Lo spacciatore che ha dato il via all’indagine è ancora in carcere. In questa vicenda è indagato anche il padre di Santillo.

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