Referendum per la riforma elettorale, si mobilitano i cittadini lancianesi

“I cittadini devono tornare protagonisti della vita politica attiva del nostro paese”. Questo il messaggio che l’Associazione Mazziniana di Lanciano lancia in questi giorni per appoggiare il referendum con il quale chiedere la riforma della legge elettorale. “Da anni assistiamo allo svilimento della politica – dice il presidente Maurizio Catania -. Dal 2006, l’Italia è prigioniera di una legge elettorale che annienta totalmente la partecipazione dei cittadini alla scelta elettorale; lo fa consegnando ai partiti ogni singola decisione in merito agli eletti e trasformando le elezioni in ratifiche “ad hoc” di qualcosa già deciso da altri ed in altre sedi. La legge elettorale alla quale, non dimentichiamolo, si sono uniformati i due maggiori partiti, PD e PDL, è stata individuata come una delle principali cause del decadimento delle Istituzioni. L’effetto tangentopoli ha distrutto l’idea di partito favorendo, così, l’idea del partito-azienda fatto di nominati escludendo le idee, le persone, il popolo ed i suoi interessi fondamentali. Si è partiti da una idea “maggioritaria” condivisibile ma capire come si sia potuto arrivare a questo stato di cose è difficilmente comprensibile se non incredibile. Ed oggi i partiti sono figli di questo sistema elettorale. In questi giorni – come molti cittadini che hanno a cuore questa Repubblica – abbiamo firmato a favore del referendum sull’abrogazione dell’attuale legge elettorale fatta ad immagine e somiglianza del suo principale promotore: un “porcellum”. Abrogare vorrà dire “destrutturare” i partiti esistenti e, forse, questo spiega il silenzio che, come al solito aleggia, intorno a questo ulteriore referendum ma siamo certi che, anche questa volta, le Associazioni, la rete Internet e l’altissimo tasso di indignazione che serpeggia tra la gente sopperirà ad ogni maldestro offuscamento mediatico. I mazziniani non sono mai stati per lo sfascio del sistema o del “tanto peggio tanto meglio”. I mazziniani di Lanciano sono uomini, donne e giovani provenienti da diverse esperienze politiche liberali, repubblicane, socialiste e democratiche che progettano, scrutano l’orizzonte, amano definirsi sentinelle etiche della politica e dello Stato repubblicano e, soprattutto, al Pensiero fanno seguire l’Azione. Bisognerà, comunque, continuare a lavorare per la riforma in senso democratico, plurale e condiviso di altri Istituti civili e di rappresentanza. Pensiamo alla forma federale, europeista e laica dello Stato, senza la quale non andremo da nessuna parte. Purtroppo, siamo arrivati al punto che non basta una riforma elettorale. Qui ci vuole chiarezza di idee e, purtroppo, non solo manca la chiarezza ma, desolatamente, mancano le idee, manca una classe dirigente responsabile. Per tutto questo, Associazione Mazziniana di Lanciano ritiene che la battaglia per il referendum sulla legge elettorale sia una naturale continuazione della battaglia che i mazziniani combattono da almeno venti anni ed invitano tutti i cittadini, i partiti politici locali, le associazioni democratiche della Città di Lanciano ad aderire con convinzione alla campagna di raccolta firme per la modifica della legge elettorale”.

I repubblicani abruzzesi sosterranno con convinzione i Referendum  per la  riforma della legge elettorale e per l’abolizione delle Province.  A tal proposito il Responsabile regionale del PRI Nicola Di Federico,che ha già firmato la richiesta di Referendum, ha dichiarato: “I repubblicani,visto le difficoltà di percorrere una via parlamentare,sosterranno il Referendum per la riforma della legge elettorale in quanto ritengono non più tollerabile una legge che in questi anni ha tolto ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Per quanto concerne l’abolizione delle Province ricordo che è una richiesta avanzata da Ugo La Malfa nel lontano 1970 e che ha rappresentato sempre una costante programmatica del PRI. Sostenere il Referendum è importante anche in considerazione che il disegno di legge costituzionale “Soppressione di enti intermedi”, varato venerdì scorso dal Governo, trasforma semplicemente le Province da enti statali.. in enti regionali! In pratica le Province non saranno soppresse ed è elevato il rischio che saranno moltiplicate.”

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