Il PdL di Lanciano chiede consiglio comunale straordinario contro il rischio soppressione del tribunale

Un consiglio comunale straordinario e urgente per “scongiurare il rischio soppressione del tribunale di Lanciano” e per “impegnare il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a prendere atto che il territorio abruzzese ha subito profondi cambiamenti”. E’ quanto chiede in una mozione depositata questa mattina in Comune, il gruppo di minoranza del Pdl, in relazione alla paventata soppressione dei cosiddetti tribunali ‘minori’ prevista nella manovra finanziaria del Governo.

“La mozione contiene una motivata proposta – spiega il primo firmatario, il consigliere Marco Di Domenico, membro del direttivo provinciale del Pdl e avvocato del foro lancianese e sottoscritta anche da Manlio D’Ortona, capogruppo, Graziella Di Campli e

Luciano Bisbano  – per fronteggiare il pericolo che il nostro tribunale di Lanciano venga soppresso o accorpato. Da circa quarant’anni a questa parte si parla di soppressione del Tribunale di Lanciano, ora per certe motivazioni ora per altre: negli ultimi anni il pericolo sembra più concreto per via di una ferma determinazione della Magistratura (l’iniziativa partì negli anni ’90 dalla c.d. Magistratura Torinese) che persegue un ‘progetto’ di accentramento dell’amministrazione della giustizia presso i Grandi Uffici Giudiziari, appoggiata anche da una classe politica bipartisan. E’ bene ricordare che per effetto della istituzione negli anni ’20 della Provincia di Pescara, previa unificazione di Pescara con Castellamare Adriatico – si legge ancora nella mozione -, vi fu una radicale ristrutturazione della geografia provinciale, che portò (oltre ad una frattura con L’Aquila) ad una storica divisione con la città di Chieti, per ovvia restrizione del territorio a discapito del teatino, con la creazione ex novo del Tribunale di Pescara e, a sua volta, a cascata, a discapito anche di Lanciano, per ‘scompensazione’ del relativo bacino, poiché il circondario del nostro Tribunale andava a perdere importanti comunità (Palena, Lama dei Peligni, Fara San Martino, Orsogna, Guardiagrele ed altre). Successivamente (anno 1945, era Spataro) con un ‘semplice’ decreto fu istituito ex novo il Tribunale del Vasto, per un territorio di 29 comuni dalla valle del Trigno a quella del Sangro, con ulteriore contrazione dell’ambito territoriale  del Tribunale di Lanciano (che per l’appunto fino ad allora aveva incluso anche Vasto, con Torino di Sangro, Casalbordino ed altre realtà). Pescara, Chieti e Vasto hanno continuamente ‘usurpato’ territorio, ruolo e competenze al Tribunale di Lanciano, alla nostra città ed al Comprensorio di riferimento (come sta accadendo ancora con la Riforma Sanitaria e con i nuovi ospedali”.

Il Pdl lancianese chiede che al consiglio comunale straordinario partecipino tutti “i Sindaci dei Comuni dell’attuale Circondario nonche’ di quelli di Ortona (con Ari, Arielli, Canosa Sannita, Crecchio, Filetto, Poggiofiorito, Miglianico, Tollo, Vacri ed Orsogna), Guardiagrele (con Pretoro, Rapino, San Martino sulla Marruccina, Palena, Lama dei Peligni, Taranta Peligna), Fara San Martino, Civitella Messer Raimondo, Lettopalena e Pennapiedimonte”. L’obiettivo è quello di “approdare, nel contraddittorio delle parti politiche interessate e nell’esclusivo interesse della collettività, al riordino ed alla ottimizzazione del Comprensorio di riferimento e in particolare, con ridisegno ed ampliamento del Circondario di Lanciano, stilando ed assumendo – si legge nella mozione – un ordine del giorno che espressamente impegni il Presidente della Regione, Gianni Chiodi, a prendere atto che il territorio abruzzese ha subito profondi cambiamenti ed ora necessita di un immediato ridisegno della sua geografia”.

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