Trivellazioni offshore: il Parlamento europeo vota mozione che impone un piano d’emergenza preventivo

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione con la quale indica che la ricerca tramite perforazioni di gas naturale o petrolio nei mari europei dovrebbe essere autorizzata solo dopo che l’impresa interessata abbia presentato un piano d’emergenza adeguato e dimostrato di avere fondi sufficienti per riparare a un eventuale piano ambientale.

Con la mozione i deputati propongono che, prima di ogni operazione di trivellazione, gli uffici competenti nazionali vaglino e approvino un piano d’emergenza specifico, in grado di identificare rischi e causalità, valutare l’impatto ambientale e predisporre una strategia d’intervento in caso d’incidente. Il testo approvato dall’aula, con 602 voti a favore, 64 contrari e 13 astensioni, vuole contribuire alla stesura di una proposta legislativa che la Commissione presenterà in autunno.

“I giacimenti in alto mare rappresentano un quarto della produzione mondiale e sono cruciali per venire incontro al fabbisogno energetico dell’Europa e garantire sicurezza energetica. Ogni operazione dovrebbe essere analizzata per i suoi rischi specifici e i regolatori dovrebbero permettere le perforazioni solo se sono sicuri che i rischi connessi all’operazione possano essere controllati.

La risoluzione contiene la richiesta che tutte le imprese di trivellazione per gas e petrolio dimostrino, durante la procedura per ottenere la licenza, di avere in cassa fondi sufficienti per rimediare a un eventuale danno ambientale. I deputati propongono anche che il principio del “chi inquina, paga” e quello di “rigorosa responsabilità”, previsti nella direttiva europea sulla responsabilità ambientale, si applichino a qualsiasi danno inferto alle acque e alla biodiversità, anche nel caso di perforazioni in mare aperto.

Pur esprimendo dubbi sulla necessità di creare un “controllore dei controllori” a livello UE per tutte le operazioni offshore, sottolineando il rischio di impoverire le già scarse risorse delle autorità nazionali competenti, i deputati si sono detti d’accordo sul bisogno di un coordinamento europeo in caso d’incidente ambientale, da affidare all’Agenzia europea per la sicurezza dei mari (AESM).

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