Paolo Primavera ammette: “Vero, la Sevel a luglio ci ha comunicato di voler uscire da Confindustria”

Ora c’è l’annuncio ufficiale che la Sevel uscirà da Confindustria Chieti e la conferma arriva proprio dall’associazione degli industriali. Si scopre così che quelle che sembravano solo intenzioni, in realtà erano già atti ufficiali,  belli che conosciuti a Chieti. Infatti, la società del gruppo Fiat ha inviato nel luglio scorso una lettera a Confindustria Chieti nella quale comunicava l’intenzione di uscire dall’associazione degli industriali a partire dal primo gennaio 2012. Lo conferma il presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera. In una intervista rilasciata all’Agi, Primavera non nasconde il recesso. Lo fa, chiaramente, “a malincuore”. Già, perché di mezzo ci sono delle strategie industriali che sono state portate avanti negli ultimi anni, prima fra tutte il Campus dell’Automotive. “La mia non è solo preoccupazione per la perdita di rappresentanza e forza del sistema Confindustriale – confessa Primavera – ma anche e soprattutto timore per l’allontanamento di Fiat dal sostegno alla realizzazione di progetti necessari alla ripresa del nostro territorio”. Il Campus Automotive, appunto, in cui Fiat stessa gioca un ruolo strategico. “E’ fra i progetti strategici della Regione Abruzzo – ricorda il presidente di Confindustria Chieti -. Anche se tardivamente, sembrerebbe ormai certa l’assegnazione di oltre 30 milioni di euro di Fondi Fas”. Insomma una situazione complicata, proprio adesso che Sevel ha sottoscritto l’accordo con UilM, Fim Cisl, Fismic e Ugl Metalmeccanici, per una maggiore produzione del Ducato per un totale di 224 mezzi. Questo accordo prevede l’assunzione di 300 lavoratori a termine: 150 contratti a termine di ex lavoratori abruzzesi, gli altri 150 provenienti dalla ex Bertone di Torino, sempre fino al 31 dicembre, la graduale diminuzione dei trasferisti giunti in Abruzzo da Cassino e Pomigliano ed infine il riconoscimento ai lavoratori di un’indennità straordinaria per lo sforzo fin  qui compiuto per mantenere il mercato e consegnare i mezzi secondo le scadenze prefissate.

Ma tanté. La volontà di perdere la qualità di “associata” a Confindustria Chieti è stata fatta nei tempi stabiliti dall’articolo 8 dello Statuto – per recesso volontario da comunicarsi all’Associazione, per iscritto a mezzo Raccomandata R.R., almeno 4 mesi prima della scadenza dell’anno in corso”. Con l’uscita da Confindustria Chieti, la Sevel spa, che impiega direttamente circa 6.000 operai nella produzione dei furgoni, non sarebbe più tenuta ad applicare il contratto nazionale collettivo di Federmeccanica. L’azienda potrà dunque applicare un contratto specifico per gli operai, come già accade negli stabilimenti Fiat di Pomigliano e Mirafiori, non essendo più obbligata a rispettare i contratti collettivi che Confindustria Chieti o “altri Enti o Associazioni cui essa eventualmente aderisca abbiano stipulato o assunto in forza della rappresentanza che loro compete”, come si legge dall’articolo 5 dello Statuto.

Aspetti questi ultimi che certamente renderanno incandescente la conferenza stampa fissata per domani a Lanciano dalla Fiom Cgil, unica sigla sindacale a non aver sottoscritto lunedì scorso l’accordo con Sevel.

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