Accordo Sevel, per la Fiom discrimina i lavoratori

 

Un accordo per mettere in difficoltà la Fiom Cgil. Ma anche un documento che, di fatto, discrimina i lavoratori della Sevel, creando tra loro competizione.

Lo hanno affermato oggi nel corso di una conferenza stampa, il segretario regionale del sindaato metalmeccanici, Nicola Di Matteo, quello provinciale Marco Di Rocco, Antonio Teti e Giuseppe D’Ortona, Rsu Sevel.

L’intesa raggiunta lunedì scorso nella sede dello stabilimento nel quale viene prodotto il Ducato, sottoscritto da UilM, Fim Cisl, Fismic e Ugl Metalmeccanici, ha visto l’opposizione della Fiom, che pure aveva sostenuto quei punti nei mesi scorsi. Tra l’altro Sevel ha annunciato nuove assunzioni. Allora perché non firmare? “Non abbiamo firmato perché non si era mai vista una cosa del genere sulla premialità in Italia. Praticamente si informano gli operai sulle modalità di assegnazione del premio relativo al 2011 ad anno in corso, a settembre. La divisione in fasce orarie degli operai per l’assegnazione del premio è discriminatoria: per portare a casa 900 euro lordi un operaio avrà dovuto lavorare nel 2011 più di 1.700 ore, contate come ore di effettiva prestazione lavorativa, escluse quindi le malattie, le ferie, i permessi. In pratica bisognerà lavorare 218 giorni più 11 turni di straordinario per entrare nella fascia più alta: se una donna è andata in maternità a gennaio, ad esempio, non le spetterà il premio. Inoltre, il premio verrà erogato solo se si raggiungerà l’obiettivo di 224.000 furgoni entro il 2011: e se ne produrranno 223 mila? Niente premio?”.

Prima dell’incontro con i vertici Sevel, lunedì scorso, la Fiom aveva chiesto alle altre sigle sindacali di tenere una’assemblea. “La loro risposta è stata che avremmo dovuto prima sottoscrivere l’accordo – svela Di Matteo, che lascia capire che tra la società del gruppo Fiat e le altre organizzazioni di categoria vi fosse stata già un’intesa di massima. Un atteggiamento che rafforza la strategia d’isolamento al quale si vuol relegare la Fiom. “Noi rappresentiamo ben 800 iscritti in Sevel e nostro preciso interesse è quello di dialogare, di confrontarci, tutelare i lavoratori. Che si stanno facendo bene i conti sull’intesa raggiunta ad inizio settimana. Molti si sono accorti che le proposte della Sevel non sono poi così vantaggiose così come si vorrebbe far credere – aggiunge il segretario regionale -. Lo stabilimento di Val di Sangro è l’unico del gruppo Fiat in Italia che aumenta la produzione e l’occupazione, fatto assolutamente positivo per noi, eppure qui non si dà il premio di 1.200 euro che si eroga in tutti gli altri stabilimenti della galassia Fiat. Che senso ha escludere le fasce deboli dal premio? E’ una colpa restare incinta o ammalarsi? Non solo: per raggiungere la quota promessa si dovranno fare anche straordinari, al sabato. Nei mesi scorsi noi abbiamo scioperato proprio in quel giorno. E’ un caso?

La Fiom annuncia la mobilitazione: si terranno da assemblee e non è escluso il ricorso a scioperi. Già da domani sarà distribuito ai lavoratori copia dell’accordo e i punti sui quali il sindacato si dice contrario. Si batterà molto sull’ultimo capitolo dell’intesa, riservata alla ‘Verifica degli assetti contrattuali’, nella quale si afferma che ‘le parti convergono di incontrarsi nel mese di novembre 2011 per definire gli assetti contrattuali da applicare in Sevel con decorrenza dal 1° gennaio 2011’. Per la Fiom si tratta del punto più controverso perché, di fatto, viene annullato il contrato nazionale.

Il problema è che il modello d’intesa sottoscritto lunedì scorso possa essere preso d’esempio nelle altre aziende. Così come si temono ripercussioni per la decisione della Sevel di uscire da Confindustria, notizia confermata ieri dal presidente degli industriali di Chieti, Paolo Primavera. Una decisione fortemente voluta dai vertici del Lingotto, entrati in rotta di collisione con la presidente di Confindustria, Macegaglia, che ha criticato la recente manovra del Governo, soprattutto l’art. 8.“Il timore di un disimpegno di Fiat sul progetto Campus Automotive in Val di Sangro, di cui Fiat ha la presidenza, importantissimo per il rilancio del nostro territorio e per cui sono stati impegnati milioni di euro di fondi Fas dalla Regione è preoccupante. Così si continuerà a sganciare il territorio e non sappiamo cosa avverrà nel 2019 quando cesserà l’accordo con i francesi della Psa. I nostri politici, i nostri rappresentanti delle istituzioni, cosa dicono in merito?”

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