Caso Tarantini, scambio di sms tra Mario Amicone e Valter Lavitola. Rifondazione e IdV chiedono le dimissioni del presidente dell’Arta

“Ti do la mia parola che farò leggere il tuo sms al Presidente. Ti assicuro che non dimentico”.

E’ quanto scrive in un sms Valter Lavotola a Mario Amicone, attuale direttore generale dell’Arta (Agenzia regionale abruzzese di tutela ambientale), ex consigliere regionale ed ex assessore Udc della Giunta Pace, ora esponente della lista “Rialzati Abruzzo” che fa parte della maggioranza di centrodestra alla Regione.

Non è l’unico messaggino, ce ne sono altri, finiti stamattina sule pagine on line del corriere.it. Fanno parte delle tante pagine d’intercettazioni raccolte dagli inquirenti che stanno sul caso Giampaolo Tarantini, in carcere, a Napoli, con l’accusa di una presunta estorsione al premier Silvio Berlusconi. Il Corriere della Sera riporta in particolare uno scambio di sms avvenuto lo scorso 7 giugno tra Valter Lavitola, direttore dell’Avanti accusato di estorsione, e lo stesso Amicone, riguardante un “incarico”. Scrive Amicone nel primo sms: “Francamente oltre che sfiduciato sono deluso e mi sento preso in giro. Credo che il presidente, per quanto impegnato, se qualcuno gli ricordasse chi sono…”. E nel secondo: “Cosa ho fatto e le promesse fatte a me, si arrabbierebbe e chi mi dovrebbe designare sa quale è l’incarico possibile”.

L’articolo, ovviamente, ha subito alzato un polverone. L’ufficio stampa dell’Udc si è subito precipitato a precisare che “Amicone, non fa più parte del partito dal settembre 2008. Nelle elezioni regionali abruzzesi dello stesso anno – prosegue la nota centrista – Amicone è stato tra i promotori della lista ‘Rialzati Abruzzo’ a sostegno del futuro presidente Gianni Chiodi, contrapposto all’allora candidato del centrosinistra Carlo Costantini e a quello dell’Udc Rodolfo De Laurentiis”.

Duro, anzi durissimo Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista): “Escono confermate le ragioni della nostra protesta contro la nomina di un personaggio come Amicone ai vertici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Si conferma che la ‘rivoluzione meritocratica’ di Gianni Chiodi è una presa in giro. Non sapevamo che a selezionare le nomine fosse un personaggio come Lavitola! Possiamo facilmente intuire cosa Amicone ha fatto per il Berlusconi: tutti ricordano il cambio di schieramento di Amicone alla vigilia delle regionali, l’abbandono dell’UDC e il sostegno elettorale dato a Gianni Chiodi. Il quadro che emerge sul PDL abruzzese e nazionale è sempre più squallido. Dopo la cricca degli amici di Verdini e Gianni Letta, ora finiamo nelle indagini sui ‘papponi’ e le estorsioni. Rifondazione Comunista – conclude Acerbo – chiede le immediate dimissioni di Mario Amicone dal vertice dell’ARTA e invita lo stesso Presidente Chiodi a riflettere sulla sua permanenza alla Presidenza della Regione Abruzzo”.

Dimissioni che vengono richieste dall’IdV. “Ora che sappiamo che il latitante Lavitola è il gancio di Amicone con il PdL e con Chiodi e visto che Amicone non è un esperto in materie ambientali, Chiodi deve spiegare agli abruzzesi perché lo ha nominato alla Direzione Generale dell’ARTA. Se non lo farà, ci penseremo noi – minacciano Carlo Costantini, capogruppo IdV in Consiglio regionale, e Cesare D’Alessandro, vice capogruppo IdV. Sulla questione interviene anche il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale del partito di Di Pietro: “Se dovessero essere confermati i contenuti delle intercettazioni, ci troveremo di fronte ad un fatto di gravità inaudita. Il Direttore generale di un ente regionale, che ha compiti di grande responsabilità strategica, deve essere al di sopra di ogni sospetto e dubbio. Se fossimo in un paese normale non avremmo dubbi sulle immediate dimissioni di Amicone dall’Arta; visto, però, che è tutt’ora in buona compagnia di esponenti del centrodestra coinvolti, a vario titolo, in vicende e scandali giudiziari è facile immaginare che continuerà a restare al suo posto con un lauto stipendio, pagato con le tasse degli abruzzesi ed i favori di Lavitola”.

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