L’irlandese Petroceltic autorizzata per nuove operazioni petrolifere al largo delle coste abruzzesi

In data 13 Settembre 2011 il Ministero dell’Ambiente ha dato parere positivo “con prescrizioni” a nuove operazioni petrolifere al largo delle coste abruzzesi. Sono state approvate le concessioni d507 e d492 al largo di Ortona e Pescara, dove la ditta irlandese Petroceltic è ora autorizzata ad eseguire ispezioni sismiche con la tecnica dell’airgun. A darne notizia, con un lungo e dettagliato comunicato, è Maria Rita D’Orsogna.

“Queste consistono nell’utilizzo di violenti spari di aria compressa dai cui segnali riflessi e’ possibile ottenere informazioni sui giacimenti petroliferi. L’air gun e’ dannoso alle specie marine che a causa dei forti rumori ripetuti nel tempo possono perdere l’orientamento, essere lesionate e spiaggiare. Negli scorsi mesi sono stati frequenti gli avvistamenti di delfini in varie località abruzzesi, per i quali siamo fortemente preoccupati.

L’air gun è il primo passo verso la trivellazione dei fondali d’Abruzzo a cui seguiranno perforazioni di pozzi esplorativi e permanenti per cui la Petroceltic ha già richiesto l’autorizzazione. La d492 e la d507 giungono sulla scia della d505 approvata in primavera per il vastese e per le isole Tremiti, sempre per conto della Petroceltic. Questa ditta irlandese e dal basso capitale d’investimento ha così ottenuto di poter sondare l’Adriatico da Pescara fino al Gargano a una manciata di chilometri da riva. Per le concessioni d507 e d492, il Ministero dell’Ambiente indica che non sono giunti pareri da parte della regione Abruzzo e Molise, come anche per la d505.

A Gianni Chiodi, come sempre, – prosegue la D’Orsogna – non importa che l’Abruzzo venga petrolizzato e sebbene sia il governatore di questa regione, non si degna neppure di manifestare la sua opinione: e’ come se governasse altrove. Per la concessione d492 invece il ministero elenca tutte le osservazioni giunte dai cittadini, incluse quelle della provincia di Chieti, senza affermare che sono tutte di contrarietà. Non risultano invece atti trasmessi ne dalla provincia ne dal comune di Pescara. Si affema anche che le concessioni sono autorizzate in quanto non sussistono vincoli ambientali lungo la costa ortonese e pescarese. I cittadini hanno fatto sforzi immensi in questi ultimi anni contro le trivellazioni in Abruzzo.

E’ ora che anche la politica si svegli. Siamo stanchi di questa mollezza e di questo tergiversare. Non è tollerabile che chi governa non abbia a cuore il nostro territorio. Ci vuole coraggio a far politica e occorre che si tutelino per davvero i diritti dei cittadini di oggi e del futuro. L’Abruzzo ha una immagine vincente di territorio sano e verde e chiediamo che venga difeso nei fatti e non a chiacchiere. La perimetrazione del parco della costa teatina avrebbe portato ad un ulteriore strumento di difesa contro le trivelle, invece siamo ancora qui impantanati in inutili discussioni.

Chiediamo al presidente della provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio e ai suoi assessori all’ambiente e al turismo Eugenio Caporella e Remo Di Martino, al presidente della provincia di Pescara Guerino Testa e al sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia di essere più attivi nella difesa del nostro mare, senza paura, senza stupidi calcoli politici, e nell’interesse generale. Chiediamo a Mauro Febbo di opporsi con vigore contro le trivellazioni invece che contro il parco. E’ possibile presentare ricorsi al TAR contro le autorizzazioni d507 e d492, prendendo esempio dal sindaco di Vasto, Luciano La Penna, che ha depositato ricorso contro la concessione d505 assieme ai comuni di Vieste, Peschici e assieme alla regione Puglia. Ci auguriamo che simili ricorsi al TAR vengano presentati anche ad Ortona e a Pescara. Ci sono sessanta giorni di tempo per farlo”.

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