Città Sant’Angelo, s’inaugura casa famiglia per autistici

Un vecchio casolare in contrada Vertonica diventa una casa famiglia per autistici, la prima nella provincia di Pescara. Tutto questo a Città Sant’Angelo, grazie alla fondazione Casa del Sole “Rosolino Colella” e in accordo con l’assessorato regionale alle politiche sociali: il comune angolano ospita così una nuova struttura sanitaria in grado di accogliere 30 persone per le attività diurne e 10 per la notte. L’inaugurazione domani (mercoledì 21 settembre), alle 11.00, alla presenza del sindaco Gabriele Florindi, dell’assessore regionale alle politiche sociali Paolo Gatti, della neuropsichiatra ASL Elena Gennaro e del presidente della Fondazione Colella Dario Recubini. Un progetto reso possibile dall’impegno del direttivo della Fondazione, che però è già decaduto in seguito al progetto di riforma per tutto il sistema Ipab, al quale appartire anche la Colella : assieme a Recubini, in ogni caso, hanno lavorato il consiglio d’amministrazione formato da Roberta Franchi, Carla Tiboni, Marco Cervone e il segretario contabile Gianluca Musa. La Colella è un’ex Ipab, istituti pubblici di assistenza e beneficenza nati spesso da lasciti di benefattori e vissuti per anni senza che se ne riuscissero a valorizzare le risorse. Colella, luminare della psichiatria nato a Città sant’Angelo, aveva voluto che parte del suo patrimonio andasse ad aiutare i ragazzi tisici. Adesso, opportunamente attualizzata, la sua volontà si concretizza. La casa famiglia per autistici ha un costo di circa 650.000 euro. Iniziare a costruirla è stato possibile grazie a piano di valorizzazione del patrimonio, che ha portato a un sostanziale aumento delle risorse della Fondazione, e ai finanziamenti  regionali e nazionali, che copriranno il 70% della spesa. Anche l’amministrazione comunale ha avuto un ruolo importante, acquistando dei terreni della Colella in modo da fornire indirettamente alla Fondazione le risorse per finanziare interamente la casa famiglia. Un progetto nato per il recupero di giovani autistici, che è stato poi rivisitato nell’ottica del “dopo di noi” e prevede adesso una residenza h24: le difficoltà per le persone autistiche solitamente aumentano con l’avanzare dell’età dei genitori, che prima o poi finiscono per non potersi occupare di loro. Un ampliamento delle funzioni della struttura fortemente voluto da Recubini e dalla Regione, che si sono così attivati per trovare nuove risorse.

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