Costa Teatina, passa la linea Febbo

“Il dibattito sul Parco della Costa Teatina si deve concentrare sulle riserve, perché queste possano costituire il nucleo originario di un nuovo concetto di Parco, un Parco diffuso, un Parco a isole, connesse fra loro in un sistema territoriale a rete”.

E’ questo uno dei passaggi della risoluzione votata nel pomeriggio di oggi dal Consiglio regionale, nel corso della seduta straordinaria, convocata per fare il punto sulla vicenda dell’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina. La risoluzione, a firma dal capogruppo Lanfranco Venturoi, ha avuto  i voti favorevoli del Pdl e l’astensione di Fli, Udc e Api. Nel documento, illustrato dall’Assessore regionale ai Parchi Gianfranco Giuliante, viene di fatto recepita la linea già più volte ribadita nei mesi scorsi dall’Assessore regionale Mauro Febbo e finita al centro di una polemica politica, che ha portato alla richiesta di un Consiglio regionale straordinario da parte delle opposizioni all’Emiciclo.

Respinta, invece, un’altra risoluzione a firma di Walter Caporale (Verdi). Le opposizioni avevano chiesto le dimissioni di Mauro Febbo da coordinatore del Tavolo tra i Comuni interessati, la Regione e la Provincia di Chieti.

“E’ nelle riserve l’elemento connettivo di questo sistema aperto, potrà essere individuato nel tracciato della ferrovia costiera, così da integrare, in un unicum riqualificante e innovativo, il Progetto Speciale Territoriale della fascia costiera (elaborato dalla Provincia di Chieti) e quello del Parco della Costa. Valido supporto a tale scelta – continua il documento – potrà essere un Piano del Parco che concentri gli elementi distintivi di tutela, facendoli coincidere con i perimetri delle Riserve esistenti; che istituisca una fascia intermedia coincidente con il tracciato ferroviario (considerabile quale ‘corridoio ecologico’) e individui un’area di protezione esterna, la cui perimetrazione è già nota, che consenta un equilibrato sviluppo del distretto turistico costiero teatino-frentano-vastese e la valorizzazione delle peculiarità produttive d’eccellenza dei comprensori interessati. Un siffatto Parco e il Piano ad esso conseguente, potrebbe recepire quanto già normato negli strumenti di pianificazione territoriale di area vasta già esistenti e non compromettere le attività socio-economiche attuali e future”.

In mattinata l’assemblea aveva affrontato la questione relativa alla legge sull’abolizione dei vitalizi, il cui progetto è stato rinviato in Commissione. Una decisione che ha innescato una reazione a catena tra opposizioni e maggioranza. Il primo affondo è del capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro: “Dopo quarant’anni dalla nascita delle Regioni, per la prima volta una forza politica costringe la politica a pronunciarsi in modo da comprendere chiaramente da che parte si pone la maggioranza, a proposito di dignità della politica che riconquista la sua legittimazione, non dichiarando, non parlando, ma facendo. Sono stati in grado di dichiarare inammissibile una Legge che è in vigore in Italia, precisamente in Emilia Romagna, ma del resto in Abruzzo accade anche questo. Si sarebbero potute trovare scuse più plausibili”. Dichiarazioni alle quali ha prontamente reagito il Presidente del Consiglio, Nazario Pagano, finito nel mirino di D’Alessandro.

“D’Alessandro ha dimostrato di non conoscere lo Statuto della Regione ne’ di saper svolgere correttamente il ruolo di legislatore. In questa occasione – ha detto Pagano – il Consigliere D’Alessandro, pur di ottenere visibilità e spazio sulla stampa, ha leso il principio di correttezza nei confronti degli altri consiglieri regionali. Il progetto di legge presentato dal Capogruppo Pd Camillo D’Alessandro non è stato dichiarato inammissibile come da lui sostenuto ma rinviato in Commissione per errori connessi alla sua stesura, al suo rapporto con il Testo Unico sul trattamento dei consiglieri regionali e con la legge sulla Qualità della normazione e, soprattutto, con lo Statuto della Regione Abruzzo. Un testo, dunque, tecnicamente sbagliato”.

Non meno tenero nei giudizi il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci: “Il rinvio in commissione della nostra proposta sull’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali è uno schiaffo agli abruzzesi alle prese con la peggiore crisi economica del Dopoguerra. Il centrodestra si assume le responsabilità di rifiutarsi di dare ai cittadini il diritto ad una risposta chiara, limpida, rapida alla sacrosanta esigenza di ridurre i privilegi della politica”.

Sempre oggi il Consiglio regionale ha approvato, all’unanimità, una risoluzione urgente a sostegno delle strutture socio-sanitarie che erogano prestazioni riabilitative per disturbi comportamentali e patologie psichiatriche in età evolutiva, prestazioni riabilitative per disturbi dello spettro autistico, prestazioni riabilitative ex art.26 legge 833/78, prestazioni in strutture Rsa. “L’analisi del fabbisogno assistenziale della Regione Abruzzo – si legge nel documento approvato dall’Assemblea – ha evidenziato la completa assenza sul territorio regionale di strutture legittimate ad erogare, per conto del Servizio Sanitario Regionale, questo tipo di prestazioni, previste dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2001, che definisce i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). La risoluzione è stata elaborata al termine di una riunione dei Capigruppo di maggioranza e opposizione, a cui ha partecipato anche il sub commissario regionale alla sanità Giovanna Baraldi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *