La UilM: “Alla Sevel finalmente si torna a parlare di crescita”

“Dobbiamo valorizzare la Sevel. Guai a non difendere l’occupazione e la crescita di questa azienda e del suo indotto, l’unica, tra l’altro, in tutto il settore metalmeccanico abruzzese, che non è in crisi.”

Non è solo un monito, ma una speranza per ritrovare l’unità sindacale quello che ha lanciato oggi Nicola Manzi (foto a sinistra), segretario provinciale della UilM nella conferenza stampa che il sindacato ha organizzato nella sala convegni dell’hotel Anxanum. Il riferimento alla Fiom è più che esplicito. I metalmeccanici della Cgil, il 12 settembre scorso, non hanno sottoscritto l’accordo con la direzione Sevel, che per Manzi, invece, rappresenta “un ulteriore tassello importante per i dipendenti, per il futuro del territorio e per l’economia della regione Abruzzo. Adesso è decisivo saltare il fosso. Se riusciremo a stare sui temi dei lavoratori senza seguire il conflitto politico ad ogni costo e su aspetti che non sono locali, l’unità sindacale tornerà ad essere fondamentale”. Una condizione importante in vista dei prossimi appuntamenti sindacali. Soprattutto se si riuscirà, come chiede la UilM, a promuovere un tavolo provinciale tra le organizzazioni di categoria, le  R.S.U. e la direzione aziendale con al centro il futuro produttivo e occupazionale della Sevel, per la crescita dell’indotto ( la cui presenza è ferma al 15% sulla regione) e per l’avvio del Campus Tecnologico, motore indispensabile per la ricerca e lo sviluppo dell’industria. C’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: Fiat e Chrysler vorrebbero costruire un furgone simile al Ducato in Messico. “Perché non facciamo in modo che si produca qui. Apriamo un confronto, tutti insieme, con Marchionne”.

Temi vitali, ai quali bisognerà aggiungere quello delle infrastrutture di cui necessità la Val di Sangro. Un discorso che tira in ballo la politica che, in tempi certi, dovrà finalmente dare una risposta concreta a quella che è diventata un’esigenza improrogabile.

Manzi è poi tornato sugli aspetti dell’accordo sottoscritto con la Sevel con l’intento di far chiarezza sulle ragioni che lo hanno portato a firmare l’intesa e, al contempo, per sgombrare il campo dalle polemiche che sono seguite. “Finalmente si torna a parlare di crescita. Gli accordi sindacali siglati hanno fatto ripartire il confronto che mancava dal 2008 tra Fiat/Sevel e sindacati su occupazione, produzione e organizzazione del lavoro. La professionalità dei dipendenti e la richiesta costante del Ducato fanno della Sevel uno stabilimento importante del gruppo Fiat nel mondo. L’occupazione,  dallo scorso mese di aprile ha portato 520  posti di lavoro: 150 contratti trasformati a tempo indeterminato alla fine di agosto; l’inserimento di 120 più 250 lavoratori somministrati che, nel corso della verifica prevista dall’accordo per il mese di novembre, potranno essere trasformati in contratti a termine Sevel.  E poi i riflessi positivi sull’indotto: per ogni addetto Sevel almeno due saranno impiegati nelle aziende di fornitura”. Chiarezza anche sul premio straordinario Sevel.

“Premesso che il premio di risultato del gruppo Fiat, del quale fa parte anche lo stabilimento Sevel – ricorda Manzi -, è scaduto nel 2008, nel 2009 ci fu un accordo una tantum (senza la firma della Fiom) di 600 euro, mentre per gli anni 2010 e 2011 non è stato erogato alcun premio come per tutti gli stabilimenti FIAT in Italia. Solo per la Sevel di Atessa, in considerazione dei sacrifici dei lavoratori e dei volumi produttivi crescenti, abbiamo concordato per il 2011 un premio straordinario. Si tratta di soldi in più rispetto al contratto nazionale di lavoro, legati a volumi produttivi raggiungibili e alla prestazione lavorativa individuale. Un premio complessivo di oltre 3 milioni di euro, che la stragrande maggioranza dei dipendenti della Sevel troverà in busta paga con una tassazione del 10%. Tutto ciò è importante per i 6200 lavoratori dell’azienda ma è anche una boccata d’ossigeno per l’intera economia della provincia di Chieti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *