Zavattaro: “I fondi sono disponibili solo per un nuovo ospedale”

Francesco Zavattaro, direttore generale della ASL 2, spegne sul nascere ogni altra proposta sull’ospedale Floraspe Renzetti che non sia quella dell’utilizzo dei fondi per costruirne uno nuovo. Un intervento che giunge alla vigilia del consiglio comunale di Lanciano, indetto in seduta straordinaria per domani pomeriggio, e nel quale, come annunciato ieri dall’intera maggioranza in assise civica, si deciderà di chiedere che i 35 milioni di euro a disposizione (almeno pare questa sia la somma attualmente pronti per il finanziamento) vengano destinati per costruire un nuovo padiglione nei circa 5 ettari disponibili nell’attuale sito. E’ il progetto che aveva predisposto l’allora direttore generale, Michele Caporossi, prima d’essere sostituito da Zavattaro e che oggi assumono anche un’altra importanza: de localizzare il Renzetti fuori dei confini comunali, significherebbe giustificare la definitiva chiusura di presidi ospedalieri del Frentano e dell’Aventino. Invitato a prendere parte all’assemblea civica straordinaria insieme al governatore Chiodi, ai parlamentari abruzzesi, ai consiglieri regionali e i sindaci del comprensorio, l’attuale direttore, anticipa il dibattito al quale non si sa se interverrà, anzi, lo condiziona, spiegando quelli che sono i motivi per i quali non sarà possibile un diverso utilizzo dei fondi: “In seguito al terremoto del 2009 – dice -, il Governo ha riservato per l’Abruzzo 260 milioni di euro da destinare esclusivamente alla costruzione di nuovi ospedali, da realizzare con criteri altamente antisismici. Si potrà avere accesso a quei finanziamenti soltanto presentando un progetto, riferito a un nuovo ospedale, che sia credibile in termini di fattibilità e accessibilità. Non sarà pertanto possibile attingere a quelle risorse per interventi alternativi, come una ristrutturazione. Credo che il dibattito a Lanciano si stia sviluppando in una direzione che non è quella corretta, perché non c’é alcuna possibilità di scelta: o si costruisce il nuovo ospedale oppure la situazione resterà quella di oggi perché l’Azienda non dispone di risorse proprie per fare fronte a un’operazione di riqualificazione del “Renzetti. Ecco perché – aggiunge Zavattaro – mi preme ribadire che il comprensorio di Lanciano ha davanti a sé un’opportunità storica, direi irripetibile, perché ha la possibilità di ottenere un nuovo presidio da 300 posti letto, a fronte dei 200 attuali, in una struttura costruita secondo i criteri di funzionalità ed efficienza che caratterizzano oggi i nuovi complessi dedicati ad attività sanitarie. Si tratta perciò di decidere unicamente se si vuole cogliere questa occasione oppure rifiutarla, ma in tal caso chi si assumerà una simile responsabilità farà fatica a trovare spiegazioni plausibili da dare ai cittadini. Mi sembra francamente assurdo e incomprensibile che il Consiglio comunale di Lanciano possa rinunciare a una simile opportunità, per di più a fronte del nulla, perché i fondi ministeriali ex art. 20 sono vincolati alla realizzazione di nuove strutture. L’Azienda – conclude Zavattaro – si rende comunque disponibile a organizzare per i rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Lanciano una visita guidata in alcuni degli ospedali di più moderna concezione realizzati negli ultimi anni per toccare con mano il salto di qualità che sarebbe possibile offrire ai cittadini”.

Un intervento che non poteva certo passare inosservato. Il primo a replicare alle osservazioni del direttore generale è il segretario e consigliere comunale del Partito Democratico di Lanciano, Leo Marongiu. “Non ‘sogniamo di ristrutturare’ il Renzetti, come sostiene Zavattaro. Proponiamo invece di costruire una nuova torre sui terreni dell’attuale sito ospedaliero, sfruttando la parte adiacente l’eliporto. Non è con la disinformazione che Lanciano potrà cogliere l’opportunità storica di vedersi accordare un cospicuo finanziamento per la costruzione di un nuovo ospedale, domani pomeriggio il manager Zavattaro ha una grande occasione per venire a confrontarsi con la città di Lanciano per illuminare cittadini e amministratori sulla “confusione e la demagogia” che, secondo il suo rispettabile punto di vista, si sta facendo sulla questione del presidio lancianese”.

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