PD e Pescara Capoluogo d’Abruzzo contrari all’idea della ‘Grande Pescara’

Non piace la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore proposta da alcuni politici. Non piace soprattutto il cambio di nome per Pescara. I primi a lamentarsi della proposta sono quelli  movimento Pescara Capoluogo d’Abruzzo. Attraverso il loro presidente, Roberto Santuccione, il movimento contesta soprattutto che si sia dato vita a un comitato promotore referendario chiamato a scegliere il nuovo nome.

Anche il PD boccia l’idea della “grande Pescara” e lancia invece l’idea della unificazione dei servizi che vanno “pianificati e ottimizzati insieme alle infrastrutture, in modo da creare un’area con grandi possibilità di sviluppo, facendo attenzione alla necessita’ di risparmio imposta dai tempi”. Ne hanno parlato oggi il segretario provinciale del Pd, Antonio Castricone, e il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Moreno Di Pietrantonio, i quali hanno contestato, di fatto, la proposta portata avanti dall’Italia dei Valori (primo tra tutti Carlo Costantini) di una “grande Pescara” che nascerebbe dalla fusione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. “Questa proposta non fornisce una soluzione alla questione, che comunque esiste, dell’area vasta. A Pescara – ha detto Di Pietrantonio – non serve annettere le sue prossimità e la città non deve cercare la sua dimensione fisica ma la sua capacita’ relazionale”. Il Pd ritiene “meritevole” che si sia aperto una dibattito sull’argomento ma pensa che sia “molto difficile arrivare alla fusione di tre comuni o addirittura di più centri. Bisogna invece trovare un percorso che ci porti a risolvere problemi come l’ottimizzazione e la pianificazione dei servizi e delle infrastrutture e a questo proposito esiste una formidabile opportunità che si chiama pianificazione strategica, di competenza della Regione”. Il capogruppo in Comune pensa anche, per la gestione di alcuni servizi fondamentali, come rifiuti, polizia urbana, trasporto pubblico, asili nido e servizi sociali, alle Unioni dei comuni. Castricone ha parlato, tra l’altro, della necessità di avviare un ragionamento “su un unico Prg per quest’area” e di “organizzare insieme i servizi” e ha definito la “grande Pescara” immaginata dall’Idv “fumo nell’occhi. Mettere insieme i tre comuni può essere solo la parte finale di un percorso”. Guardando invece alla macroregione Adriatica Castricone ha commentato che “non vogliamo essere dei nani”. Domani la questione sarà affrontata nel corso della Festa democratica (al porto turistico di Pescara, ore 19). Tema dell’incontro pubblico: “Pescara e l’area metropolitana. Quale futuro?”. Ci saranno Castricone, Di Pietrantonio, il presidente della Provincia Guerino Testa, il presidente della Camera di Commercio Daniele Becci e, in rappresentanza del Pd, Donato Renzetti e Luigi Beccia, oltre a Massimo Palladini, presidente dell’Ordine degli architetti. Modera il giornalista Maurizio Piccinino (“Quotidiano d’Abruzzo”).

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