Perimetrazione della Costa Teatina, si infiamma di nuovo la polemica. Frisa chiede d’entrare nell’area protetta

I gruppi consiliari di centro – sinistra sollecitano l’amministrazione provinciale ad ufficializzare una posizione in merito alla perimetrazione del Parco della Costa Teatina. Lo sollecitano in quanto s’avvicina la data del 30 settembre, ultimo giorno utile per fornire indicazioni al ministero dell’Ambiente.

“Il tempo sta per scadere – afferma il capogruppo del P.D. in consiglio provinciale Camillo D’Amico -. L’inerzia e l’immobilismo dell’amministrazione Di Giuseppantonio si fa sempre più preoccupante, come sono preoccupanti le dichiarazioni contraddittorie tra chi, come lo stesso presidente, timidamente si è dichiarato più volte favorevole con alcuni autorevoli colleghi di maggioranza, sia della Pdl quanto dell’ Udc, che hanno affermato l’esatto opposto. Qual è allora la verità? Se non faranno nulla e andranno ancora a rimorchio, unitamente agli altri gruppi di centro – sinistra, li costringeremo a chiarire una posizione ufficiale attraverso la formale richiesta della commissione consiliare e del consiglio per arrivare ad una deliberazione di merito”.

“Il gruppo del P.D. ed il partito provinciale – aggiunge il consigliere Angelo Radica –  hanno svolto un utile lavoro di ricognizione e conoscenza delle proposte sentendo amministratori, portatori d’interesse, parti sociali e sindacali arrivando a considerare questa vicenda una grande opportunità di sviluppo del nostro territorio che non possiamo affatto perdere e che andrebbe a coronare il lavoro avviato dal centro – sinistra relativamente al progetto di rigenerazione della zona litorale attigua al vecchio tracciato ferroviario dismesso e della cosiddetta via verde. La messa a sistema delle aree già vincolate non vuol dire aggiungerne nuove ma valorizzare l’esistente e garantire un’unica regia di sviluppo”.

A Frisa, il sindaco Rocco Di Battista ha convocato un consiglio comunale straordinario per deliberare la richiesta, da avanzare al Ministero dell’Ambiente, per includere il proprio territorio fra quelli che andranno a far parte del Parco Nazionale della Costa Teatina. I gruppi di maggioranza e di minoranza hanno raggiunto un accordo e voteranno all’unanimità la richiesta. “Riteniamo che quello di Frisa sia, come ci conferma uno studio di eminenti studiosi, un territorio di grande valore naturalistico – dice il primo cittadino -. Esso si localizza a ridosso della fascia costiera e costituisce uno strategico corridoio ecologico. Ambienti molto interessanti vengono considerati la vegetazione ripariale presente lungo le aste fluviali del Feltrino e del Moro e le pareti di arenaria che delimitano le valli. Il territorio vanta, inoltre, la presenza di una flora ed una fauna di alto valore e, infine, quella di un “geosito”, il Vulcanello di Fango lungo il fiume Moro. Ben conservato è il paesaggio agrario e quasi integre sono le vallate. Il comune di Frisa ospita sul suo territorio una delle più grandi cantine sociali d’Abruzzo e d’Italia, cantine private, alcune delle quali conosciute anche a livello internazionale, frantoi sociali e privati i cui prodotti vengono esportati in tutta Italia e all’estero. Sul territorio frisano sono presenti anche numerose aziende di trasformazione di prodotti agricoli e molti agriturismi e bed and breakfast. Per queste aziende potersi fregiare del marchio del Parco sarebbe molto importante”.

Insiste per accelerare i tempi per proporre al Ministero una perimetrazione condivisa anche la Cgil di Chieti. “La scelta della tutela ambientale e della programmazione dello sviluppo sostenibile rappresenta l’unica politica capace di migliorare la condizione economica ed occupazionale dei cittadini ed al contempo rendere più competitivo il sistema produttivo artigianale ed industriale – sostiene il sindacato -. Per migliorare la competitività del sistema industriale e produttivo CGIL CISL UIL UGL della provincia di Chieti, con Confindustria provinciale e con la facoltà di Economia dell’Università “D’Annunzio”, hanno convenuto con l’intesa del 15 febbraio 2005, che la difesa dell’ambiente è, tra le politiche industriali per il territorio, quella più importante. Nell’applicazione di quell’intesa, ad esempio, tra le azioni del Patto Territoriale Sangro-Aventino, si chiese espressamente alle imprese della Val di Sangro di procedere alla puntuale analisi del ciclo produttivo al fine di ridurre l’utilizzo delle risorse naturali, le emissioni in aria ed in acqua e determinare le condizioni per il riciclo degli scarti di lavorazione. Nei fatti, in questi anni, abbiamo promosso quei principi dell’ecologia industriale capaci di trasformare zone ad alta concentrazione produttiva in eco-parchi industriali. La costituzione del parco nazionale della costa teatina rappresenta, oggi, la naturale applicazione di quell’intesa, non solo per la difesa dell’ambiente e per l’accrescimento competitivo dettato dal miglioramento della qualità della vita e del sistema economico e sociale, ma anche per la scelta, in quell’intesa contenuta, di guardare al turismo come comparto dove determinare condizioni di sviluppo della provincia. Occorre, però, che la perimetrazione del parco venga determinata in modo accurato, partecipato e funzionale e che sappia tenere insieme le esigenze di tutela e valorizzazione di un’area di grande pregio naturalistico ed ambientale con quelle di sviluppo sostenibile territoriale oltre che di rafforzamento della caratterizzazione dell’Abruzzo quale regione dei parchi. La Regione, più che delineare perimetrazioni fantasiose, non condivisibili e riduttive, che si limitano a fotografare l’esistente ed a chiamarlo parco, vanificando i benefici che il parco vero può determinare, scommetta su un’ampia perimetrazione assicurando una vera contiguità territoriale che non può essere determinata dalla sola area di risulta dell’ex tracciato ferroviario”.

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