Mozione urgente a tutela dei piccoli Comuni presentata dal consigliere provinciale Arturo Scopino

“Occorre salvaguardare l’identità dei piccoli Comuni e tutelarne le caratteristiche riducendo in modo consistente il limite demografico individuato dallo Stato per le Unioni o le associazioni dei Comuni”: è quanto afferma in una mozione urgente il consigliere provinciale Arturo Scopino, anche referente regionale Anpci (Associazione nazionale Piccoli Comuni italiani). Nel documento Scopino impegna il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, “a promuovere un’azione decisa nei confronti della Giunta regionale d’Abruzzo per sostenere le ragioni dei piccoli Comuni e per l’adozione, da parte della Regione stessa, di misure volte a ridurre il limite demografico per la costituzione obbligatoria delle Unioni dei Comuni”. Spiega Scopino: “Il Governo ha adottato misure volte alla stabilità finanziaria. Esse prevedono, tra l’altro, tagli consistenti di trasferimenti statali agli enti locali. Si tratta, dunque, di provvedimenti che, inevitabilmente, vanno ad intaccare il livello dei servizi essenziali rivolti ai cittadini, soprattutto nei centri minori, quelli pulviscolo. Inoltre nell’ultima Finanziaria sono state introdotte norme tese a ridurre i costi della politica nei piccoli Comuni e a razionalizzarne le funzioni. I piccoli Comuni, per non essere cancellati e per garantire i servizi essenziali alla popolazione residente, – aggiunge – dovranno dar vita alle Unioni dei Comuni o – e sarebbe preferibile – dovranno costituirsi in convenzione per la gestione associata delle funzioni fondamentali. La legge dice che le Unioni dei Comuni “dovranno essere costituite in modo che la complessiva popolazione residente sia di norma superiore a 5 mila abitanti o a 3 mila qualora gli enti appartengano o siano appartenuti a Comunità montane”. Per le realtà che comprendono Comuni più grandi invece la popolazione complessiva, una volta che i Comuni si sono messi insieme, dev’essere raggiunta quota 10 mila abitanti. Sono numeri troppo grandi per una regione come la nostra. Considerato – fa presente Scopino – che il territorio dell’Abruzzo  è prevalentemente montuoso, che la viabilità è carente, che le infrastrutture sono insufficienti e che i piccoli, talvolta piccolissimi, Comuni costituiscono un’ampia percentuale tra quelli esistenti, è necessario che la Regione intervenga e che individui limiti demografici diversi da quelli stabiliti per legge, per la nascita delle Unioni dei Comuni o per la loro costituzione in convenzione. La Regione, quindi, sostanzialmente deve abbattere il tetto dei 3-5 mila e 10 mila abitanti e può farlo entro due mesi dall’entrata in vigore della legge. L’ideale  – conclude Scopino – sarebbe prevedere un numero minimo di Comuni per creare le Unioni o per associarsi, invece di basare tutto sul numero dei residenti”.

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