Rocca San Giovanni dice no al Parco e apre alla Via Verde. I calanchi di Cupello nell’area protetta

L’amministrazione comunale di Rocca San Giovanni dice no al Parco della Costa Teatina. Lo ha fatto dopo una lunga seduta assembleare. La maggioranza guidata dal sindaco Gianni Di Rito, ha approvato una delibera nella quale si afferma che Rocca “ha sempre posto la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del territorio quali prioritarie azioni” tanto d’aver conseguito più volte negli 10 anni “la Bandiera Blu e 4 Vele di Lega Ambiente, Comune Riciclicone, certificazioni ambientali” e di aver dato vita a “numerose e costanti campagne di educazione e sensibilizzazione ambientale”, ma l’istituzione del Parco – si legge nella delibera, avrebbe “l’inevitabile introduzione nel territorio di divieti generali e graduati, non compatibili con un realtà fortemente antropizzata e caratterizzata dalla presenza di numerose attività produttive di varia natura”. Ma non basta. Nel documento viene posto l’accento anche su un altro aspetto, legato alla costituzione dell’Ente Parco,  che “appare a dir poco incoerente, in un periodo storico-politico qual è l’attuale, fonte certa di ulteriori spese e di aggravi burocratici per i cittadini”. Senza dimenticare che il progetto Parco Nazionale “non è pienamente condiviso da tutte le amministrazioni interessate, né da categorie imprenditoriali né dalle popolazioni locali e, pertanto, non è auspicabile la sua istituzione per legge o attraverso un’imposizione dall’alto”. Chiaro, in quest’ultimo passaggio, il riferimento all’intervento di un commissario nominato dal ministero dell’Ambiente, soluzione che si prospetta sempre più forte con l’approssimarsi della scadenza del 30 settembre, data entro la quale i comuni interessati dovrebbero indicare le delimitazioni dell’area.

Il comune di Rocca propone “come concreta alternativa” il Progetto Speciale Territoriale della Fascia Costiera, cioè la Via Verde, proposto nel dicembre 2010 dalla Provincia di Chieti e sottoscritto, il 4 agosto scorso dalle Ferrovie dello Stato, Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, Confindustria Chieti, Confcommercio, Confesercenti  Chieti, Confartigianato, Cna, Sangritana, Patto Territoriale Sangro Aventino e Trigno Sinello, Società Consortili, Camera di Commercio, Invitalia e Ancitel).

Critiche le opposizione. La Lista Civica Insieme per Rocca, con i consiglieri Silvino D’Ercole, Emilio Pio Caravaggio e Fabiana Mucci, parla di decisione ‘vergognosa’ e come l’amministrazione di Rocca si “ancora una volta si distingua come l’unica, per ora, che dice ufficialmente no al Parco, ritenendo implicitamente che non vi sono elementi specifici ambientali da proteggere. In gioco – per gli esponenti di Insieme per Rocca – c’è lo sviluppo di un intero territorio e la crescita economica e sociale del nostro paese. Abbiamo il timore che dietro questa scellerata decisione ci sia la volontà, come negli intenti passati (vedi Foce) e come negli intenti del Comune di San Vito, di avviare un altro sviluppo, quello che consuma il suolo a colpi di cemento e distrugge l’intero territorio”.

Da un comune che dice no, ad un altro, Cupello, che invece chiede di poter essere inserito tra quelli che rientreranno nell’eventuale perimetrazione. Il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri, informa che, durante la seduta di ieri, il consiglio comunale ha deliberato, all’unanimità, di incaricare il primo cittadino a farsi promotore di una proposta per l’inserimento di parte del territorio comunale nella perimetrazione del redigendo piano per il parco nazionale della Costa Teatina. La zona interessata, in particolare, è quella dei calanchi al confine con i territori di San Salvo e Vasto.

E a proposito di Vasto, oggi è in programma una seduta del Consiglio comunale nella quale Massimo Desiati e Andrea Bischia, consiglieri della Lista “Progetto per Vasto”, confermeranno il proprio atteggiamento favorevole alla creazione del “Parco della Costa teatina”. “Le linee di indirizzo che il movimento ritiene dover essere fornite al Ministero dell’Ambiente, in ordine alla perimetrazione del Parco sono così rappresentate – si legge nel documento che sarà posto all’attenzione dell’assise civica -: delimitazione ricompresa tra la linea di costa ed il vecchio tracciato ferroviario incluso con ogni sua pertinenza; all’interno del territorio così delimitato, inclusione delle sole aree già sottoposte a vincolo naturalistico: Riserva regionale di Punta d’Erce e Siti di Importanza Comunitaria; esclusione di tutte le altre: area portuale, area industriale, area commerciale e quante altre non definite di valore naturalistico; nel ricomprendere le aree dismesse delle Ferrovie dello Stato, salvaguardia e valorizzazione di ogni bene ad esse riconducibile, con particolare riferimento all’immobile ex Stazione ferroviaria, la cui destinazione appare verosimile poter essere quella di Sede del Parco; in ordine alle ipotesi di zonizzazione all’interno dei territori ricompresi nel perimetro del Parco (anche questa attività di competenza del Ministero dell’Ambiente), salvaguardia e valorizzazione, in termini territoriali, di utilizzo e di marketing, di tutte le aree nelle quali si svolgono attività di accoglienza e servizio al turismo”.

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