Parco, sì di Lanciano e Frisa, Francavilla dice no

Il Consiglio comunale di Lanciano, come proposto nei giorni scorsi dal consigliere dei Verdi Alex Caporale, ha approvato ieri sera una mozione con la quale s’impegna ad entrare nell’area del Parco della Costa teatina. La mozione è stata votata dalla maggioranza (Pd, Sel, Idv, liste civiche e Polo Civico Frentano), mentre si sono astenuti i due consiglieri del gruppo Con Bozza Sindaco, e si sono detti contrari i consiglieri di minoranza di Pdl, Udc e Energie Nuove. Il comune di Lanciano chiede dunque di aderire al costituendo Parco della Costa teatina istituito con la legge 93 del 23 marzo 2001 con un’area di circa due ettari di territorio corrispondente al Bosco di Mozzagrogna, già sito di importanza comunitaria (Sic) e delle aree adiacenti, comprendenti il complesso monumentale storico di Castel di Septe. Nella mozione il Consiglio di Lanciano chiede anche che venga integrata la denominazione del Parco con la dicitura ‘Costa dei Trabocchi’. L’amministrazione Pupillo ha modificato la proposta di Caporale, indicando un’area precisa della città da inserire nel Parco. “Il 28 Settembre 2011 sarà una data che i lancianesi ricorderanno per molto tempo: Lanciano entra nella storia – è stato il commento del rappresentante dei Verdi in assise civica.

Anche Frisa, ha votato a favore dell’ingresso nell’area protetta. Una decisione all’unanimità, peraltro. Il consiglio comunale ha dato incarico al sindaco, Rocca Di Battista, e alla Giunta di avanzare la richiesta di comprendere Frisa tra i comuni facenti parte del parco della costa teatina e di compiere tutti gli adempimenti necessari affinché questo sia possibile.

Francavilla, invece, ha detto no. La maggioranza di centro sinistra, ha deciso di stralciare dall’ordine del giorno approvato la possibilità di inserire il territorio comunale nella perimetrazione del Parco.

Domani, intanto, i sindaci di San Vito Chietino, Catenaro, e quelli di Rocca San Giovanni, Di Rito, terranno una conferza stampa congiunta per spiegare le ragioni per le quali i due comuni si sono detti contrari al Parco.

Le Commissioni  “Ambiente ed Urbanistica” e “ Turismo, Sport e Tempo Libero” della Provincia di Chieti, riunitesi su chiesta dei gruppi di consiliari di centro – sinistra, hanno respinto la proposta per una proroga tecnica da inoltrare al ministero dell’Ambiente, sulla data prevista del 30 settembre, ultimo giorno utile per proporre la perimetrazione del Parco.

“L’abbiamo avanzata  per sviluppare una sana e partecipata discussione di merito, che non c’è stata, e per comprendere opportunità e negatività, nonché  recuperare un ruolo di regìa più che mai opportuno, verso la quale l’ente ha da tempo abidcato – ha spiegato il capogruppo del PD, Camillo D’Amico –. La posizione della Provincia non è affatto chiara e questa sarebbe stata l’occasione per sviluppare un ragionamento diverso sulla questione. E’ ormai  chiaro –  conclude D’Amico – che il governo di centro destra che guida la Provincia non vuole coglierla, obbedendo tacitamente ai voleri di chi, in questa vicenda, ha avuto solo interesse ad animare gli opposti estremismi a prescindere, senza mai lavorare per qualcosa di possibile”

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