Falso medico scoperto dai Nas di Pescara

Il NAS Carabinieri di Pescara, al termine di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione ad un’ordinanza del GIP del Tribunale di Pescara, traendo agli arresti domiciliari Antonino Cianci, un cinquantenne che si spacciava per medico.

Le attività investigative, che hanno consentito di scoprire la vera finalità che il falso medico si prefiggeva, ossia irretire pazienti che attraversavano momenti di difficoltà psichica e/o psicologica per farsi consegnare beni e denaro di rilevante entità, sono iniziate alla fine del 2009, allorquando una quarantenne, che stava vivendo momenti difficili legati alla sua vita privata, entrò in contatto con il sedicente medico, esperto in trattamenti antalgici col metodo dell’agopuntura, con il quale iniziò un “percorso terapeutico” sul piano psicologico. Grazie alla sua capacità di persuasione, Cianci, che millantava anche l’appartenenza ai “servizi segreti”, riusciva a farsi consegnare dalla vittima gioielli di notevole valore, con la promessa che avrebbe provveduto a rivenderli. Il prezzo di mercato dei preziosi, stimato in 90.000 Euro,  in realtà non è stato mai incassato dalla donna, alla quale, dopo le insistenti richieste del marito della malcapitata, è stata versata una somma di circa 20.000 Euro.

Lo sviluppo degli accertamenti ha consentito di svelare un ulteriore aspetto della vicenda, legato allo sfruttamento della donna la quale, completamente soggiogata dal falso medico (che ricorreva a metodi oltremodo umilianti per la persona), è stata impiegata, senza percepire alcun compenso, in lavori domestici a favore di due persone, indagate in stato di libertà per violenza privata.

Le indagini hanno permesso inoltre di individuare anche una seconda donna, una quarantenne benestante che a cavallo tra il 2008 e 2009 si trovava in uno stato emotivo particolarmente debole e quindi vulnerabile, la quale, con le medesime tecniche, veniva circuita dal Cianci, che riusciva a farsi consegnare la somma contante di 250.000 Euro, avendole prospettato un investimento particolarmente vantaggioso, in realtà mai effettuato.

La gravità dei fatti emersi nel corso delle investigazioni ha, pertanto, determinato la Procura della Repubblica di Pescara a richiedere l’applicazione al locale G.I.P. della misura cautelare personale che è stata eseguita nel corso della mattinata di ieri  29 settembre dai Carabinieri del NAS di Pescara, i quali hanno contestualmente dato esecuzione alle perquisizioni domiciliari dei tre indagati.

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