Sanitopoli, sfilano i testi dell’accusa

E’ ripreso oggi a Pescara, con l’audizione di 8 testimoni, il processo Sanità che vede imputati, oltre al’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, altre 26 persone. Davanti ai giudici il responsabile delle relazioni del gruppo Antonio Salvatore, il consulente contabile del gruppo Novafin Marco Rovella, il responsabile del personale Giuseppe De Iuliis e i dipendenti Andrea Di Nizio, Giovanni Susini e Monica Passamonti, Serena Palmanella e alcuni dipendenti del gruppo Villa Pini. Tutti testi dell’accusa rappresentata dal procuratore capo Nicola Trifuoggi e dai pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli.

Particolarmente interessante la deposizione resa ai magistrati da Salvatore. Il responsabile delle relazioni del gruppo ed ex responsabile delle relazioni pubbliche e sindacali ha accusato Forza Italia che aveva messo a punto la precisa strategia di “distruggere, Villa Pini e Angelini perché l’ex imprenditore della sanità privata aveva tirato in ballo grossi nomi di Forza Italia, come Aracu e Cicchitto, persone molto vicine a Berlusconi. Berlusconi se l’era legata al dito e gliel’avrebbe fatta pagare”. Salvatore ha inoltre riferito di aver saputo questi particolari nel 2009 da Maria Luigia Marangola, all’epoca dipendente di Finmeccanica e in passato ex dipendente di una delle cliniche del gruppo Villa Pini. “La donna, che diceva di conoscere bene Paolo Tancredi, e che frequentava gli ambienti di Forza Italia di Roma – ha raccontato Salvatore ai giudici – si recò in clinica e mi chiese di parlare con Angelini perché aveva delle cose importanti da comunicargli”.

Ma non è finita qui. Salvatore e Giuseppe De Iulis, quest’ultimo responsabile del personale, hanno raccontato ai giudici delle pressioni che piovevano su Angelini perché l’imprenditore operasse delle assunzioni, a tempo determinato. Chi premeva, secondo i due testi, erano Camillo Cesarone, ex capogruppo in Regione del PD, Bernardo Mazzocca, ex assessore alla Sanità e il suo segretario, Angelo, Bucciarelli, assunte a tempo determinato. Nello specifico i due hanno raccontato che alla scadenza dei contratti dovevano andare da Angelini il quale doveva decidere se prorogare il rapporto di lavoro. I testimoni hanno aggiunto che la risposta era quasi sempre positiva, nonostante non ci fossero esigenze aziendali in tal senso. ‘Quando facevo notare – ha riferito in aula Salvatore – ad Angelini che non c’era bisogno di assumere personale lui mi diceva: ‘caro Antonio, tu hai ragione, ma sono costretto a farlo per la pressione e i ricatti dei politici’. De Iuliis ha parlato anche di una telefonata di Cesarone avvenuta nel 2008, in cui l’ex capogruppo si lamentava dei licenziamenti fatti da Angelini relativi a persone, nella maggior parte di nazionalità romena, da lui segnalate. Da parte sua Salvatore ha tenuto a precisare che sino al 2005 non c’erano mai state assunzioni clientelari e che si faceva attenzione alla qualità dei servizi e all’efficienza. Il testimone poi ha anche sostenuto che con l’assunzione in clinica, nel maggio 2006, di Barbara Garofalo, moglie di Gianluca Zelli, ‘le cose sono precipitate. Angelini – ha aggiunto – era irriconoscibile, dava l’impressione di non essere più il proprietario di Villa Pini. Tutto avveniva per volontà del faccendiere Gianluca Zelli che aveva accentrato tutte le funzioni dell’azienda’. Sul personale assunto su segnalazione di Cesarone ha parlato dei cittadini romeni, soprattutto infermiere professionali: ‘la clinica – ha detto-si era riempita di romeni. C’é stato un periodo in cui scarseggiavano gli infermieri professionali e le romene ci hanno dato una mano’.

In mattinata ha testimoniato anche Marco Rovella, ex consulente contabile del gruppo Villa Pini, che sostanzialmente ha confermato le dichiarazioni rese nel 2008 alla polizia giudiziaria relative ai prelievi di somme di denaro contante effettuati o direttamente, tramite l’ufficio cassa aziendale, o eseguiti con specifiche richieste depositate agli sportelli bancari.

L’udienza è proseguita nel pomeriggio con la testimonianza di altri tre ex dipendenti di Angelini, che hanno riferito dei prelievi di denaro effettuati per operazioni finanziarie all’interno del gruppo Villa Pini. In particolare Andrea Di Nizio, ex addetto al controllo di gestione, ha raccontato di prelievi eseguiti, nel 2004, da lui stesso o tramite l’Ivri per un importo totale di un milione e 370mila euro. L’uomo ha aggiunto che prima del 2004 era molto inferiore non solo il numero dei prelievi ma anche l’importo delle somme. Un altro testimone, Giovanni Susini, anche lui ex dipendente di Villa Pini, ha sostanzialmente detto le stesse cose, solo che i prelievi da lui effettuati sono relativi non solo al 2004 ma anche al 2005 e l’importo complessivo è di 3milioni e 400 mila euro. Un’altra ex dipendente di Angelini, Monica Passamonti, ha invece riferito di aver eseguito tre prelievi nel 2004 per un importo totale di 250 mila euro. Il denaro prelevato veniva poi consegnato alle segretarie di Angelini o, a volte, a lui stesso. La testimonianza di Serena Palmanella è stata invece rinviata alla prossima udienza prevista per il 19 ottobre. La donna prima di testimoniare è stata informata di essere indagata in un procedimento parallelo a quello sulla sanità per riciclaggio per reati contestati a uno degli imputati, Luigi Conga, ex manager della asl di Chieti. La teste, ha, quindi, deciso di nominare un avvocato di fiducia pertanto il tribunale ha dovuto rinviare la sua deposizione.

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