Conti in rosso in Provincia di Chieti, il PD condivide l’appello lanciato da Di Giuseppantonio

Il PD in Provincia di Chieti condivide l’appello rivolto ieri dal Presidente Enrico Di Giuseppantonio, ai creditori dell’Ente che con azioni legali,  insistono per mettere all’incasso il corrispettivo di fatture per forniture datate, apprezza i toni ed i contenuti non più aggressivi nei confronti delle passate amministrazioni. “Però – dichiara il capogruppo Camillo D’Amico -, vanno precisati e chiariti alcuni aspetti relativi alla situazione economica e finanziaria. La Provincia di Chieti non ha mai fatto ricorso all’anticipazione di cassa, come purtroppo sono costretti a fare tutti gli enti locali, che per contratto con il tesoriere, sarebbe pari a circa 14 milioni di euro. L’Ente sta utilizzando, invece, così come previsto dalla legge, senza pagare interessi,  circa 7 milioni di euro, dei 16 di cui dispone, che sono destinati ad investimenti  che non ancora vengono concretizzati. Dei sette che sta utilizzando, ieri, 30 settembre 2011, dopo aver pagato gli stipendi (circa 1.200.000 euro mensili) in cassa vi erano 3.800.000 euro”.

“Purtroppo – aggiunge l’ex presidente Tommaso Coletti -, pur avendo soldi in cassa la Provincia non può effettuare pagamenti per le forniture, gli stati di avanzamento dei lavori, i contributi, ecc. a causa della morsa stringente del patto di stabilità imposto agli enti locali dal governo Berlusconi. Non si può agitare continuamente lo spettro del dissesto! Il dissesto è regolato dall’art. 244 del decreto legislativo n. 267 del 2000 e la Provincia di Chieti non si trova nelle condizioni previste da tale norma. Certo, prosegue Coletti, l’emissione di circa 80 milioni di BOP tra il 2002, 2003 ed inizio 2004  per avere liquidità da utilizzare per le opere pubbliche, ha ingessato il bilancio dell’Ente creando non poche difficoltà alle gestioni successive. Però, aggiunge, il bilancio dell’Ente è fondamentalmente sano. Con la verifica dei residui che abbiamo proposto e che inizierà nei prossimi giorni nella competente commissione, con l’incasso del dovuto dallo stato per l’anno 2011 e precedenti  per circa 14 milioni di euro e con l’incasso del credito vantato dall’ente nei confronti del comune di  Chieti per circa 4 milioni, la situazione sicuramente migliorerà. Rimane però – conclude Coletti -, il problema del patto di stabilità che consente di fare pagamenti limitati pur avendo la disponibilità di cassa”.

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