Rinviato il processo alla Commissione Grandi Rischi

E’ stata rinviata al prossimo 15 ottobre l’udienza tenutasi in mattinata, dinanzi il Tribunale penale de L’Aquila, relativa al processo alla Commissione Grandi Rischi, accusata dalla Procura della Repubblica de L’Aquila di aver fornito informazioni rassicuranti alla popolazione proprio nella riunione della commissione del 31 marzo 2009, cinque giorni prima il terribile terremoto del 6 aprile che ha causato 309 vittime. Gli imputati nel procedimento penale sono: Bernardo De Bernardinis, all’epoca vice capo della Protezione civile, Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico della Protezione Civile, Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi rischi, Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto “Case”, Claudio Eva, ordinario di fisica dell’Università di Genova.

Le ipotesi di reato contestate sono di omicidio colposo, lesioni e disastro colposi. Sarebbero state fornite, secondo le accuse sostenute dal procuratore capo de L’Aquila, Alfredo Rossini e il sostituto, Fabio Picuti, “informazioni, incomplete, imprecise e contrastanti su natura, cause, pericolosità e sui futuri sviluppi dell’attività sismica all’Aquila”.

Secondo gli atti, però, il prof. Boschi, scienziato di levatura mondiale e già presidente dell’Istituto nazionale di fisica e vulcanologia (Ingv), precisò, dopo una scossa di magnitudo 4.0 avvenuta una settimana prima del sisma del 6 aprile, che “i forti terremoti in Abruzzo hanno periodi di ritorno molto lunghi. È improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703, pur se non si può escludere in maniera assoluta”.

La richiesta di rinvio è stata avanzata da Carlo Sica, legale dell’avvocatura dello Stato, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei ministri. Sica ha motivato la domanda in quanto le difese degli imputati non hanno avuto il tempo necessario per esaminare la documentazione prodotta come prova dall’accusa ed in particolare la relazione Franco Barberi. Si tratta di una mole di informazioni enciclopedica con più di 42 mila schede sulla vulnerabilità degli edifici con elenco specifico di palazzi a rischio e circa una decina di compact disc. Le istanze per un aggiornamento dell’udienza ad altra data, per la verità, erano già contenute in una istanza di rinvio presentata all’inizio del dibattimento.

Sulla richiesta, si è opposto prontamente il Pm Fabio Picuti insieme alle circa 60 parti civili che non  hanno ritenuto leso il diritto di difesa. Queste ultime, però, si sono spaccate in quanto, l’avvocato Vincenzo Calderoni si è dichiarato favorevole al rinvio dell’udienza “per non celebrare un processo che possa essere dichiarato nullo tra qualche anno”.

Dopo un iniziale e parziale accoglimento, il giudice Marco Billi ha poi deciso di far proprie le istanze delle difese e delle parti civili, rinviando l’udienza dibattimentale fra quindici giorni.

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