Nervosismo nel centro destra: a Pescara Testa costretto a ricompattare la maggioranza, a Chieti si apre il caso ‘Tavoletta’

A Pescara, il presidente Guerino Testa incassa, per il momento, la fiducia della maggioranza. A Chieti, invece, il Fli potrebbe presto uscire dal governo della Provincia. C’è un certo nervosismo negli ambienti politici del centro destra, tanto che oggi, il presidente della Provincia di Pescara, ha tenuto una riunione tra le forze di coalizione, allargata ai segretari dei partiti, per un approfondito dibattito nel quale oltre a ribadire “la totale fiducia nella coalizione che amministra l’ente e nel presidente Testa” si è deciso “di proseguire gli incontri sui temi amministrativi che riguardano direttamente le competenze della Provincia, per esaminare in modo dettagliato le priorità del territorio, ascoltare tutti gli eletti in
Consiglio e dare al presidente Testa la possibilità di assumere le conseguenti determinazioni e portarle a compimento con il più ampio consenso”. Decisioni alla fin fine necessarie dopo che nei giorni scorsi Lino Ruggero, ex Rialzati Abruzzo è passato al gruppo misto e il mancato voto sugli equilibri di bilancio.

Intanto La Destra sta a guardare. Il segretario provinciale Alessandro Baldati ammette che c’è «apprensione»: «dopo l’abbandono della maggioranza da parte di Lino Ruggero (ex Rialzati Abruzzo), Tra l’altro Ruggero aveva presentato una mozione per chiedere le dimissioni dell’assessore Roberto Ruggeri, trovando l’appoggio dell’opposizione. Più che il bilancio, è Testa che doveva trovare gli equilibri. Così Fli, coglie la palla al volo e con i venti di crisi che soffiano ha chiesto l’azzeramento della Giunta. Insomma, aprire la crisi.

Da Pescara a Chieti, dove il PD alza il velo sulla questione Tavoletta. L’assessore, che ha aderito al Fli, potrebbe essere sostituito in esecutivo, stando alle indicazioni giunte dal PdL di Chieti, al presidente Di Giuseppantonio. Silvio Tavoletta, che è anche nel consiglio comunale di Chieti, non ha votato la delibera di equilibrio di bilancio della Giunta Di Primio, un atteggiamento che non è piaciuto ai vertici del principale partito del centro destra. “Non tocca certamente a noi lanciare ciambelle di salvataggio a questa fallimentare maggioranza di centro – destra a guida Udc, ne solidarizzare politicamente con un assessore che fa parte di una squadra di governo che ha clamorosamente fallito su ogni fronte – dice il capogruppo del PD, Camillo D’Amico -. La domanda che pongo a questo punto è la seguente: la cacciata di Silvio Tavoletta dalla giunta è a titolo squisitamente personale oppure corrisponde ad una rottura di fatto con F.L.I. che, in consiglio provinciale, ha in Luigi D’Alonzo l’unico rappresentante? Ovviamente lo sfilacciamento della maggioranza ci soddisfa sul piano politico perché segna punti favore di una politica di merito, nella dura arte di essere opposizione, che noi abbiamo quotidianamente portato avanti ma ci rattrista sul piano del governo delle istanze del territorio che verranno ulteriormente sacrificate sull’altare delle tensioni e polemiche interne alla maggioranza – conclude D’Amico –. Se hanno ancora forza e volontà di occuparsi dei problemi dei cittadini in maniera diversa da come sinora fatto diano un visibile sussulto di vitalità, altrimenti assumessero le giuste conseguenze riconsegnando la parola ai cittadini elettori.”

Sulla questione Tavoletta prende posizione anche il capogruppo del Fli in consiglio comunale di Chieti, Alessandro Carbone che lancia un chiaro out-out a Di Primio : “Il sindaco ci dica chiaramente se ci vuole in maggioranza. Chiediamo un tavolo di confronto urgente altrimenti daremo solo un appoggio esterno a questa coalizione”.

Pronta la replica del primo cittadino teatino: “Il Fli mi ha chiesto un incontro inviandomi un fax mercoledì. Giovedì sera, alla vigilia del consiglio sugli equilibri di bilancio, ho sentito al telefono Pietro Supino, coordinatore cittadino del Fli. Avevo spiegato – ricorda Di Primio – che non c’era tempo per incontrarli e il rappresentante del Fli non mi sembrava contrariato”. E invece il partito che in consiglio conta due consiglieri, Carbone e Silvio Tavoletta, durante la seduta fiume sugli equilibri di bilancio ha chiesto ripetutamente, invano, un confronto al primo cittadino. Tanto che alla fine il Fli, per protesta, ha salutato i colleghi consiglieri e ha abbandonato l’aula. Un segnale chiaro lanciato, per l’ennesima volta, alla coalizione di centrodestra. Non potevo ricevere il Fli durante un consiglio comunale di estrema importanza per la nostra amministrazione. Avevo fissato un incontro subito dopo la seduta – spiega Di Primio -, ma non si sono presentati. E’ evidente che il faccia a faccia richiestomi in aula aveva altre pretese. Il Fli non avrà un posto in giunta anche se ero disposto a dare delle deleghe a qualcuno di loro”.

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