Pescara, lotta al raket e usura con la rete “prevenire e reprimere”

Nell’ambito delle attività antiusura, questa mattina, presso la Prefettura di Pescara è stata presentata l’iniziativa “prevenire e reprimere”.

L’obiettivo coinvolge, in maniera capillare, tutto il territorio provinciale, che è stato suddiviso in 5 ambiti al fine di rendere più incisiva l’azione di sensibilizzazione, prevede la collaborazione dei Sindaci dei Comuni della provincia, in tutto 46, la Provincia di Pescara, le Forze di polizia, la Camera di Commercio, le associazioni di categoria e le associazioni antiracket e antiusura.

“Costruire una rete di protezione per chi è vittima dell’usura o del racket”, questa è la parola d’ordine.

A presentare il percorso attivato dalla Prefettura, in collaborazione con il Comune di Pescara e la Camera di Commercio, il prefetto Vincenzo D’Antuono, il quale ha spiegato che sarà effettuata una indagine sul territorio, sarà distribuito un questionario anonimo, saranno promosse delle specifiche campagne informative ed effettuati degli interventi diretti alla facilitazione dell’accesso al credito. Sarà, inoltre, seguito l’iter per accedere al Fondo di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura. Non mancheranno sostegni di ordine legale e psicologico alle vittime e alle rispettive famiglie.

“Tutti insieme – ha spiegato ancora il prefetto – dobbiamo aiutare i cittadini ad uscire dalle difficoltà, non solo quando sono già vittime del fenomeno ma prima che finiscano in questo stato”.

“E’ una mala pianta che vogliamo cercare di contrastare ed è necessario che i cittadini abbiano fiducia nelle istituzioni e imparino ad impegnare bene le proprie risorse, considerato che tra gli usurati ci sono anche i pensionati oltre ad imprenditori e commercianti”.

Del fenomeno ne è stato investito il presidente dell’associazione SOS Italia Libera, Paolo Bocelli, il quale ha sottolineato che “Pescara non è Messina, e le forze dell’ordine lavorano benissimo, ma non fidatevi dei dati che avete. I cittadini non denunciano perché hanno paura e provano vergogna. Quello che chiediamo è di avere fiducia nelle istituzioni”.

Ritrovarsi nel tunnel dell’usura vuol dire essere coinvolti in un meccanismo a spirale dal quale è difficile liberarsi, spesso non ci si sente sicuri.

Le forze dell’Ordine sono presenti su tutto il  territorio per accogliere le denunce da parte delle vittime e disponibili ad indirizzarle verso le strutture operative nel settore del sostegno preventivo e successivo all’attività criminosa.

La denuncia del reato, infatti, è un passo inevitabile e necessario per poter accedere al Fondo di solidarietà antiracket e antiusura previsto dalla vigente normativa (leggi 108/96 e 44/99 e regolato con D.P.R. 455/99 e successive modifiche ed integrazioni).

Un sostegno economico dello Stato che assicura tempi rapidi nell’erogazione dei contributi ai soggetti danneggiati, vittime da attività estorsiva.

Apprezzate la finalità e la validità del progetto, riconoscendo in esso un forte ed importante strumento per affermare il principio della solidarietà sociale, componente indispensabile per combattere l’usura e l’estorsione, nonché l’occasione per ribadire la piena disponibilità delle Istituzioni tutte ad essere protagoniste, in piena sinergia, per debellare il problema usura.

Il Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura sul territorio nazionale dispone di un ufficio per i rapporti con il pubblico (URP), utile strumento per fornire ai cittadini, anche telefonicamente, informazioni sulle leggi e sulle procedure previste in materia. Il Numero Verde 800-999-000.

La Prefettura, nell’ambito delle attività programmate antiraket antiusura, mette a disposizione della cittadinanza uno sportello on-line, email: sportello.usura@libero.it che gestirà la trattazione dei dati in maniera assolutamente riservata.

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