Consiglio regionale d’Abruzzo, abrogata la legge sui vitalizi

Il Consiglio regionale ha dato via libera oggi alla legge – di iniziativa consiliare – per l’abolizione dei vitalizi ai Consiglieri regionali, licenziata questa mattina in Commissione. Il provvedimento si compone di soli 2 articoli. Nel primo, fatti salvi i diritti acquisiti, si sancisce l’abolizione dell’assegno vitalizio a partire dalla prossima legislatura (la decima). Le norme previgenti si applicano anche ai Consiglieri dell’attuale legislatura, eventualmente cessati dal mandato successivamente all’entrata in vigore della legge. Per coloro che dovessero essere rieletti, il nuovo mandato non produrrà invece alcun ulteriore effetto giuridico ed economico sul diritto al vitalizio. Il secondo articolo riguarda l’entrata in vigore della legge, a partire dal primo giorno successivo alla pubblicazione sul Bura.

“Con la scelta odierna di abolire i vitalizi dei consiglieri regionali, abbiamo compiuto un ulteriore, autorevole passo sulla strada delle riforme dei costi delle istituzioni,fornendo un contributo al superamento del divario tra la “politica” in senso generale e gli altri settori della societa’ della societa’”. Questo il primo commento del portavoce del gruppo PDL in Regione Abruzzo, Riccardo Chiavaroli. “Ad un clima di diffusa quanto generica antipolitica, che in realtà rischia di danneggiare tutte le istituzioni e quindi i cittadini – afferma Chiavaroli – abbiamo dato invece una risposta ‘politica’ . Ed è importante che la risposta sia state unanime, dell’intero Consiglio, sulla base della sintesi finale scaturita dalle proposte di legge in merito del Capogruppo PDL Venturoni e dei diversi colleghi delle opposizioni”. “Tale determinazione, che ci porta ad essere la seconda Regione in Italia ad aver deliberato in tal senso, prosegue il portavoce del Gruppo PDL – si inserisce in un contesto più generale che ci ha già visti ridurre le indennita’, ma soprattutto intervenire in maniera strutturale in tutto il fronte della gestione degli organi istituzionali; e al di là dei risparmi concreti in termini economici, il valore alto di questa scelta – conclude Chiavaroli – risiede anche nel significato concreto di aver saputo dare un chiaro segnale, come classe dirigente, interpretando i sentimenti della popolazione e dimostrando che la politica non è necessariamente una categoria impermeabile e tendente all’autoconservazione”.

“Sicuramente si poteva fare qualcosa di più, ma è certo che se anche il Parlamento e tutti i Consigli regionali d’Italia seguissero l’esempio dell’Abruzzo e dell’Emilia Romagna, l’intero paese recupererebbe soldi, credibilità e prestigio internazionale – ha detto il capogruppo dell’Idv Carlo Costantini, che rivendica la paternità politica del suo partito iniziata “con quasi tre anni di anticipo, quando tutti erano in altre faccende affaccendati, tranne chi, come noi, agisce sempre sulla base di valori e di ideali politici ben strutturati. Valori ed ideali politici che, se esistono dentro di te, non hanno bisogno di aspettare gli stimoli della piazza per potersi realizzare”.

Per Maurizio Acerbo (Prc) “il voto all’unanimità può essere definito storico. Ora è il momento di marciare con la stessa determinazione per conseguire un altro obiettivo su cui tutti si dicono d’accordo da anni ma che si trova sempre una scusa per non concretizzare: l’abolizione del listino”.

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