Malati di tumore e fuori dai calcoli per ottenere i premi produzione in Sevel, scrivono ai sindacati

“Siamo dei lavoratori e delle lavoratrici Sevel che hanno fatto la ‘scelta’ di ammalarsi di tumore e che si sono conosciuti nelle fredde stanze dei vari ospedali. Non vogliamo fare del vittimismo ma ogni persona che ha una situazione simile in famiglia o tra i conoscenti può capire il dramma che stiamo vivendo. La nostra condizione è molto difficile e, purtroppo, queste patologie hanno delle ripercussioni molto pesanti sul fisico. E’ vero che non possiamo assicurare una presenza certa sul lavoro, ma non è una nostra scelta. Quando siamo stati presenti, abbiamo assicurato la produzione assegnata, aumentata di giorno in giorno. Alla nostra già pesantissima situazione non avremmo mai potuto immaginare che con l’accordo sul premio avremmo ricevuto un altro duro colpo”.

E’ uno dei passaggi della lettera che alcuni lavoratori e lavoratrici della Sevel, colpiti da tumore, hanno scritto alle organizzazioni sindacali e ai loro colleghi per denunciare non solo la loro difficile condizione di salute ma anche il pericolo di non poter rientrare nell’accordo sul premio produzione, sottoscritto lo scorso 12 settembre alla Sevel di Atessa da Fim Cisl, UilM, Fismec e Ugl. La questione sollevata riguarda il calcole delle presenze in fabbrica, fondamentale per far scattare il premio. Chi scrive sarebbe fuori gioco.

“ La nostra condizione è ancora più grave in questo momento alla luce dei continui tagli che si stanno facendo al sistema sanitario: ogni visita, ogni cura o intervento è un’avventura, ognuno di noi può contare solo sulla propria famiglia, il resto della società è quasi incurante. La stessa azienda per la quale lavoriamo ha mostrato disinteresse”.

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