Intitolata a Giacomo Matteotti l’aula della Corte d’Assise di Chieti

L’aula della Corte d’Assise di Chieti verrà intitolata alla memoria di Giacomo Matteotti. La cerimonia ufficiale avverrà venerdì 7 ottobre dalle ore 10 alle 13. Interverranno il procuratore capo della Repubblica di Chieti, Pietro Mennini, e il presidente dell’Ordine degli avvocati del Foro di Chieti, avv. Pierluigi Tenaglia. Nell’occasione, si svolgerà una tavola rotonda sul tema “Il processo penale – doveri del giudice, doveri dell’avvocati”. Relatori il presidente del Tribunale di Chieti, Geremia Spinello, l’avv. Cristiano Sicari e il giudice Pasquale Fimiani. Modererà l’avvocato Luigi Orsini, direttore responsabile del periodico specializzato “Quaderni del Foro Teatino”. E’ prevista la partecipazione del prof. Angelo Guido Sabatini, presidente della Fondazione Matteotti di Roma.

Il 30 maggio 1924, in un discorso alla  Camera dei Deputati, Matteotti denunciò le truffe e le violenze commesse dal Partito Nazionale Fascista per vincere le elezioni del 6 aprile. Un atto d’accusa che pagò con la vita. Pochi giorni dopo, il 10 giugno,Giacomo Matteotti, fu rapito sul lungotevere Arnaldo da Brescia, a Roma da alcuni membri della polizia politica: Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo. Un agguato. Gli balzarono addosso e lo caricarono velocemente a bordo dell’auto che lo aveva seguito dall’uscita del Parlamento lungo la strada che il deputato socialista percorreva a piedi, ogni giorno, per tornare a casa. Il corpo di Matteotti fu ritrovato dal cane di un guardiacaccia il 16 agosto. Dal 16 marzo al 24 marzo 1926 si tenne a Chieti il processo contro i suoi assassini che si concluse con 3 assoluzioni (per Panzeri, che non partecipò attivamente al rapimento, Malacria e Viola) e tre condanne a cinque anni, undici mesi e venti giorni di carcere per Dumini, Volpi e Poveromo.

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