La maggioranza di centro destra fa dimettere il sindaco di Ortona

Le sue dimissioni erano state invocate anche su Facebook. Sul social network era stata lanciata una apposita petizione ‘Ortona libera da questo centrodestra’ per chiedere che Nicola Fratino si facesse da parte e oggi, il primo cittadino della città adriatica le ha rassegnate davvero le dimisisoni. D’altro canto Fratino non poteva far altro dopo che ieri sera, nella seduta dell’assise civica, convocata d’urgenza per a pronunciarsi sul procedimento per la realizzazione di un impianto turbogas in contrada Tamarete, la maggioranza che fino a quel momento l’aveva sostenuto, a fatica per la verità, ha fatto venir meno il numero legale. Difficile che ci sarà un ripensamento perché, allo stato dei fatti, Fratino, negli ultimi mesi, ha sofferto non poco per tenere in piedi la coalizione. Lo ha ricordato lo stesso sindaco stamattina nell’apposita conferenza stampa, convocata proprio per annunciare le dimissioni. “Da mesi, ormai il Consiglio Comunale si riunisce solo in seconda convocazione a causa dei malumori ripetuti, continui ed infondati di questo o di quel consigliere comunale”. Non per nulla, all’inizio dell’estate appena trascorsa, sul palazzo di città erano soffiati venti di crisi che poi persero forza. La situazione ora è ben diversa: “Non esistono più le condizioni politiche ed è venuta meno anche la serenità necessaria per amministrare la città – ha proseguito il sindaco dimissionario -. Ieri sera, poi, in Consiglio (convocato per discutere sulla diffida della Tamarete energia, gestore della Turbogas, che ha chiesto 2 milioni di danni per la mancata autorizzazione all’attivazione dell’impianto, ndr), si sono registrate ben sette assenze tra le file della maggioranza (per la cronaca in aula c’erano solo 6 consiglieri di centrodestra, compreso il capogruppo del Pdl, Remo Di Martino e i consiglieri di opposizione che però a un certo punto hanno abbandonato la seduta, ndr). Purtroppo, nell’opinione pubblica, è maturata la convinzione che sia il sindaco, attraverso il rilascio o meno dell’autorizzazione sanitaria, a decidere l’attivazione dell’impianto. Non è così – ha sottolineato Fratino -. Quello che è alla mia firma è un atto rilasciato sulla scorta dei pareri già espressi, in sede di conferenza di servizio, dagli Enti preposti, come ARTA, ASL, ecc., e che viene trasmesso alla Regione, deputata al rilascio dell’autorizzazione. Come se non bastasse – ha proseguito – fuori dalla procedura ordinaria e come disposto dal Consiglio comunale, abbiamo chiesto un parere ad un esperto dell’Istituto Iride. Abbiamo fatto nostro anche uno studio redatto dall’Istituto Mario Negri Sud su incarico di un Comitato spontaneo. Alla luce di tutto questo, ad oggi nessun gruppo consiliare si è espresso chiaramente. Sono stato lasciato solo dalla mia stessa maggioranza”.

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