Convegno a Pescara di Articolo 3: “Cattolici e Politica, vizi e virtù alla luce del Vangelo”

Ha riempito la Sala dei Marmi della Provincia di Pescara il convegno organizzato dall’associazione Articolo 3: “Cattolici e Politica, vizi e virtù alla luce del Vangelo”, che si è svolto oggi dalle 9,30 in poi. Al convegno hanno partecipato in veste di relatori il teologo Padre Carlo Colonna, gesuita e scrittore, il direttore della rivista Città Nuova, Michele Zanzucchi, e i parlamentari Rodolfo De Laurentiis (Udc), Letizia De Torre (Pd), Alfonso Mascitelli (Idv) e Andrea Pastore (Pdl).

“Abbiamo scelto come simbolo di questo nuovo incontro dell’associazione Articolo 3 il Crocifisso, perché come simbolo torni a far meditare i cattolici, soprattutto quelli impegnati in politica – ha detto la presidente di Articolo 3 Antonella Allegrino, aprendo i lavori del convegno – Il Crocifisso è responsabilità per chi è malato, per chi ha bisogno, per i disabili, per gli uomini e le donne che muoiono ogni giorno a causa delle ripercussioni di errori e danni procurati all’ambiente. Un politico cattolico deve prendere la croce e portarla dentro di sé, impegnarsi, come invitano a fare anche il Papa Benedetto XVI, il cardinale Bagnasco, come invita a fare anche la conferenza episcopale che nel 2009 si è svolta in Abruzzo e ha richiamato ad un’azione politica ispirata da valori come povertà, pace e spirito di servizio verso gli altri. Sotto la Croce rimasero tre donne e un discepolo. Da sotto il crocifisso non si deve fuggire, se si agisce per portare giustizia e pace nell’azione politica”.

“Tutti i cittadini fanno politica quando votano, tanti altri soggetti la fanno, dai mass media agli enti locali – ha detto padre Carlo Colonna – Bisogna immergere le fondamenta dell’azione politica sulla roccia e non sulla sabbia per cambiare le cose e per permeare la politica e le istituzioni di valori cattolici e cristiani. I cattolici sono la luce e il sale nella politica, devono vigilare perché la luce che abbaglia la politica non si trasformi in tenebra e devono operare per una nuova evangelizzazione negli ordinamenti, affinché siano più stabili e rappresentino davvero la moltitudine per cui si opera la politica». Padre Colonna sulla scia della critica partita dalla Chiesa agli scandali della politica e ad un rinnovamento etico-morale della politica: “Dalla realtà arrivano esempi di modi sbagliati di fare politica che non portano al bene comune. E’ la politica della carne, quella dell’iniquità, quella che non è a servizio degli altri e che non ha nulla a che fare con la politica di cui parla il Vangelo. La politica ispirata dal Vangelo, invece, è metapolitica, sta al di sopra di quella fatta dagli uomini e può ispirarla per il bene comune”.

Michele Zanzucchi con la sua analisi si è concentrato sul ruolo dei cristiani in politica: “I cattolici sono tornati di moda per la situazione in cui versa l’Italia, ma i media spesso non danno loro alcuna voce – ha esordito – In un recente editoriale ho detto che è arrivato il momento di tornare ad essere cristiani. E non si è cristiani quando si parla per conto di una categoria. La stampa finisce col classificare il mondo cattolico in tanti modi, secondo correnti e categorie. Questo succede quando i cattolici non sono cristiani, quando perdono il proprio afflato con il Vangelo. Ma quando il cristiano vive il Vangelo spariglia le carte. I cristiani sono anima in un corpo messi in un posto tale che non è lecito abbandonare, scrive San Paolo in una lettera. Voglio dire che ciò che caratterizza il cattolico non è il gossip, perché il cattolico condanna il peccato non il peccatore”.

Zanzucchi ha parlato anche di un evento che si svolgerà il 17 ottobre a Todi, chiuso alle fonti di informazione e che per la prima volta radunerà associazioni cattoliche e non per ragionare intorno ad un progetto che potrebbe diventare anche un nuovo movimento politico di riferimento per i cattolici. «Il rinnovamento sarà possibile anche quando nel degrado si farà formazione alla politica. La proposta dei cattolici in politica non dev’essere valida per i cattolici, ma per il Paese – ha concluso – Aprire al dialogo è necessario, ne hanno bisogno partiti piccoli e quelli più grandi. Servono grandi obiettivi per cambiare. Chiudo citando Steve Jobs con il suo motto divenuto celebre a Stanford è ormai un testamento valido per tutti. Siate folli: Gesù Cristo era un folle, forse è stato il primo folle della storia, ma lo era per il bene comune. Siate affamati: non bisogna accontentarsi della realtà, ma avere sete di migliorarla”.

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