Caso Tavoletta, D’Amico (PD): “L’esperienza politica del centro destra è finita”

“La debolezza politica del presidente Di Giuseppantonio è preoccupante e, i modi frequenti di silenziosa ubbidienza ai perentori ordini del prepotente capo della PdL provinciale, ne sono una manifesta rappresentazione. La poco educata cacciata dalla giunta dell’assessore Silvio Tavoletta, responsabile di non aver votato gli equilibri di bilancio al comune e non alla provincia di Chieti, oltre che far rompere la costruzione del cosiddetto terzo polo, cui Di Giuseppantonio ha sempre dichiarato di lavorare parrebbe con scarsi risultati considerato il commissariamento subito nella guida dell’Udc regionale, ha segnato l’amara conclusione politica della maggioranza in Provincia”. E’ l’analisi di Camillo D’Amico, capogruppo del P.D., dopo il ritiro delle deleghe a Silvio Tavoletta (F.L.I.). “Sono solo bazzecole e risibili giustificazioni le ragioni espresse dal presidente Di Giuseppantonio di voler dare al governo provinciale un riequilibrio territoriale con l’inserimento di un rappresentante dal vastese. Questa parte del territorio provinciale ha subito danni irreparabili con le scelte fatte dal centro – destra alla Provincia e alla regione e non sarà certamente possibile ora invertire la rotta. La consolazione politica che traggo risiede nel fatto che, questa esperienza politica, volge inesorabilmente al termine. Così come la parabola delle grigie eminenze, che hanno colonizzato le istituzioni ai propri personali e privati bisogni. Mi rattrista il fatto che, i tanti problemi che attanagliano il territorio non trovano cura, attenzioni e soluzioni perché sacrificati sugli altari delle lotte di potere interni al centro – destra, e a quello a guida Udc in Provincia di Chieti”

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