Espulsione di Tavoletta dalla giunta provinciale di Chieti, il Fli parla di vendetta polica ingiustificata

Com’era prevedibile Futuro e Libertà tanto livello provinciale che regionale ha duramente la decisione assunta dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, di revocare l’incarico di assessore a Silvio  Tavoletta. Una azione che il Fli definisce come ripicca personale “che ha messo in grave rischio un Ente, che già versa in una situazione critica non considerando minimamente i riflessi sui cittadini ma, agendo soltanto per vendetta personale, utilizzando i partiti. Un atto intimidatorio nei confronti del Presidente – per Alessandro Carbone, Coordinatore provinciale del movimento caro a Gianfranco Fini, riferendosi alle pressioni che Di Giuseppantonio avrebbe subito da parte del PdL –  confermato dall’azione fatta dai consiglieri del Pdl, che nella prima convocazione dell’ultimo consiglio provinciale hanno disertato l’aula dando, in questo modo, un out out al Presidente che pur di rimanere in sella ha preferito andare in contro tendenza rispetto al suo stesso partito l’Udc. E dire che il partito di Di Giuseppantonio, con l’on. De Laurentis, ha messo le distanze dal Pdl a livello regionale, decretando il fallimento della giunta Chiodi e immaginando sulle realtà locali di lavorare all’idea di terzo polo. Ciò sarebbe allora da chiedersi quale logica segue Di Giuseppantonio, la logica impositiva del Pdl? La risposta è ovvia e credo che applicare  la regola della ghigliottina verso chi ha la forza e il coraggio di far valere le ragioni del cittadino e del popolo sia ingiusto e contraddittorio,  ingiusto perché Tavoletta legittimato dal popolo con il voto, contraddittorio perché lo stesso Di Giuseppantonio gli  ha  conferito fiducia, nominandolo assessore provinciale”.

E a rinforzare l’ipotesi che nei confronti di Tavoletta si sia consumata una vendetta politica, Carbone ricorda pure cosa sia avvenuto nell’assemblea civica di Chieti, dove l’’ex assessore del Fli ricopre la carica di consigliere, causa della frattura con il PdL. Si tratta della seduta nella quale Tavoletta, e lo stesso Carbone, non votò  i debiti fuori bilancio e abbandonarono l’aula: “Lo studio della documentazione  e  il parere negativo dei revisori dei conti  a nostro avviso non recavano i presupposti tecnici per un voto favorevole. Tengo a precisare,  che svariate sono state le richieste di un incontro ufficiale con il sindaco Di Primio e la richiesta, per fax, di documentazione. Ma non abbiamo avuto seguito a quelle richieste. Il tutto è stato strumentalizzato come una richiesta di un posto in giunta del Fli”.

“La decisione del Presidente della Provincia di ritirare la delega all’esponente di FLI, Silvio Tavoletta, assessore allo Sport, è un atto proditorio e meschino – afferma il Coordinamento regionale di FLI -. E’ un ‘pogrom’, un atto violento, sul piano politico ma anche su quello personale, e meschino perché è il pegno di una rappresaglia iniqua, dall’inquietante stile epurativo, tipico di certa esperienza pidiellina, che supponevamo, però, estraneo alla pratica personale e politica di chi pensa di richiamarsi agl’ideali del cattolicesimo democratico e persino ai valori cristiani. Al Presidente Di Giuseppantonio manifestiamo il nostro sdegno e tutta la nostra delusione per il tratto umano vulnerato nel profondo da questo atto plebeo, rappresentazione di una politica irresponsabile e da suburra, le cui conseguenze, sul piano politico verranno masochisticamente pagate dai suoi protagonisti, com’è giusto che sia. Amministrativamente, però, finiranno per pagarla i cittadini, impotenti spettatori, come sempre, di ludi indecenti, il cui fine è il predominio sulle poltrone, all’occorrenza anche con la prevaricazione. Respingiamo come offensiva dell’intelligenza di chiunque la motivazione del riequilibrio della rappresentanza territoriale. A volergli dar credito, spieghi il Presidente Di Giuseppantonio perché mai dovrebbe essere proprio FLI a pagare per quello che sarebbe un vizio d’origine, di cui non ha colpa e, soprattutto, perché lo “squilibrio” della rappresentanza territoriale può essere risolto con un altro squilibrio, quello della rappresentanza politica, cancellando FLI dalla sua Giunta!  Si auguri, il Presidente Di Giuseppantonio, di non rimanere vittima, un giorno, dei suoi stessi espedienti gladiatori e, con onestà intellettuale, renda omaggio a se stesso, riconoscendo, al di là dei ringraziamenti di facciata, le capacità amministrative dell’assessore Tavoletta del cui operato si è sempre compiaciuto.Cerchi pure di coniugare, per l’opinione pubblica, questa consapevolezza con la rozza contraddittorietà del suo agire, manifestata con la decisione di espellere l’assessore dalla Giunta”.

“FLI, nell’esprimere solidarietà all’amico Tavoletta e nel ringraziarlo  per il suo impegno e la manifesta capacità di amministratore, resta sereno di fronte all’atto violento, di puerile e umiliante servaggio e di inopinata viltà politica, su cui i cittadini sapranno trarre le più coerenti e puntuali conclusioni, a tempo debito”.

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