Lanciano, nulla da fare neanche a Piacenza. I rossoneri come a Frosinone crollano nel secondo tempo

Dopo il Frosinone, il Piacenza. Stessi problemi di tenuta e di concentrazione per il Lanciano, che come in Ciociaria, domina la prima parte della gara, segna, spreca e nella ripresa subisce.

Anche stavolta, come nel Lazio, la partita è caratterizzata dai ricordi, limitati alle due panchine. Da una parte Francesco Monaco, che a Lanciano è stato prima come calciatore e, successivamente come tecnico. Dall’altra, Carmine Gauteri, che ha indossato la maglia bianca rossa per 4 stagioni, tra serie A e B.

Che sarebbe stata una partita difficile per la Virtus lo si sapeva. D’altro canto il Piacenza, ancora fermo in classifica a 0 punti per la penalizzazione subita all’inizio di stagione, doveva fare punti e Monaco, per non correre rischi, ha disegnato i suoi con un 4-5-1. La disposizione tattica dà i suoi frutti, almeno nelle prime  battute. La Virtus, con il solito modulo 4-3-3 e con la stesso 11 proposto a Frosinone – unica novità il ritorno in difesa di Vastola -, aspetta, s’affida alle ripartenze, che non tardano ad arrivare. Nasce proprio in una di queste la rete di Pavoletti. Titone, tra i migliori nei primi 45’, s’invola sulla fascia, invita all’uscita l’estremo Cassano, poi serve il compagno di reparto che, appostato in area, non fa fatica a mettere dentro. Un gol che mette in crisi il Piacenza, tanto che in altre due occasioni il Lanciano sfiora il raddoppio. Come a Frosinone, le occasioni migliori capitano sui piedi di Chiricò, cercato spesso da Titone, incontenibile nella sua zona di competenza. Sembra la fotocopia della partita di sette giorni prima, con il Lanciano che affonda, crea azioni pericolose che mandano all’aria tutte le tattiche difensive degli uomini di Monaco, ma non concretizza. E a far temere che si potesse ripetere la prova in Ciociaria, ci pensava Guerra, dopo pochi minuti dalla ripresa, che di testa, metteva dentro, regalando il pareggio al Piacenza.

Un risultato cercato, frutto anche della nuova disposizione tattica voluta da Monaco, che per spezzare la supremazia territoriale del Lanciano, ha subito rinforzato la prima linea con Guzman, e poi con Volpe. I rossoneri, costretti a riparasi dalle continue incursioni dei padroni di casa, non riescono così a impressionare come nella prima frazione. Un arretramento del baricentro fatale per la Virtus, che subisce anche il secondo gol: stavolta non da calcio piazzato, ma su azione, con un tiro di Avocadri da fuori area, che finiva nell’angolo alto della porta difesa da Aridità.

Il Lanciano reagisce, cerca di rendersi pericoloso soprattutto sulle fasce per sfruttare le capacità aeree di Pavoletti, ma non ne viene fuori nulla. Si spera in un piazzato di Mammarella, ma stavolta il sinistro del difensore frentano finisce lontano dallo specchio della porta. Così il Piacenza in contropiede trova il terzo gol ancora con  Guerra, che mette fine alle velleità dei rossoneri.

Prima Divisione – 6ª giornata – Andria Bat – Prato 1-0, Bassanov. – Barletta 0-1; Carrarese – Frosinone 0-1; Latina – Triestina 0-2; Pergocrema – Feralpisalo 1-0; Piacenza – V. Lanciano 3-1, 17’ pt. Pavoletti, 3’ st., 44’st Guerra, 26’ st.Avocadri; Siracusa – Cremonese 0-0; Spezia – Trapani 2-0; Sudtirol – Portogruaro 2-0.

Classifica – Pergocrema 15; Frosinone 12; Virtus Lanciano 11, Barletta 11; Trapani, Cremonese, Triestina 10; Carrarese, Siracusa, Andria 9; SudTirol 8; Portogruaro, Spezia 7; Latina 5; Prato, Piacenza 3; Feralpi Salò, Bassano. Penalizzazioni: Cremonese -6; Piacenza -4; Lanciano -1

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