Di Primio assente all’intitolazione a Giacomo Matteotti dell’aula del Corte d’Assise: “Polemiche tutte strumentali”

E’ polemica a Chieti er l’assenza del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio alla cerimonia ufficiale di intitolazione presso il Palazzo di Giustizia di Chieti dell’Aula di Corte d’Assise alla figura di Giacomo Matteotti, ha rilasciato la seguente nota. Un’assenza che non è passata inosservata e che qualcuno ha spiegato con il recente passato del primo cittadino. Di Primio respinge al mittente ogni illazione: “La ragione per la quale non ho potuto partecipare alla cerimonia è legata unicamente alla concomitanza di altri impegni istituzionali indifferibili. Avevo già fatto sapere al Presidente dell’Associazione Culturale “Foro Teatino”, dr.ssa Annamaria Maviglia, le ragioni della mia impossibilità a partecipare. Credo, d’altra parte, che in un momento storico come quello che stiamo vivendo, dove assistiamo quotidianamente allo scontro tra le istituzioni e tra i vari livelli dello Stato, è più che mai opportuno un forte richiamo a quei valori, che furono propri di un uomo come Giacomo Matteotti, affinchè a questi si uniformi la condotta di chi è chiamato a ricoprire, a tutti i livelli, posizioni di responsabilità. Mi auguro, pertanto, che anche coloro i quali ricoprono oggi, a vario titolo, ruoli di responsabilità politica, siano capaci di fare tesoro degli insegnamenti di personaggi come Giacomo Matteotti evitando di strumentalizzarne, per qualche voto in più, la figura e di trascendere, in ragione di un estremismo politico settario ed oscurantista, nel ridicolo”.

Di Primio va oltre e aggiunge fatti che lo pongono al di sopra di qualunque ‘sospetto’. Riporta le lancette indietro, al 5 agosto scorso, quando rispose all’appello lanciato da Marina Campana Magno, nuora dell’avvocato Galliano Magno, che rappresentò la vedova di Giacomo Matteotti nel processo per l’assassinio del deputato socialista, celebrato a celebrato a Chieti, dal 16 al 24 marzo del 1926. L’avvocato Campana Magno, infatti, a causa della chiusura dell’ufficio legale nel quale erano stati custoditi, lanciò l’allarme sul destino degli atti processuali del caso Matteotti, da sistemare in altra sede. Ebbene, fu proprio il sindaco Di Primio rispose a quella richiesta d’aiuto e si disse “pronto a custodire le carte’. Sono anche disposto a contattare qualche Cassa di risparmio abruzzese – prospettò il sindaco – che potrebbe dimostrarsi interessata all’operazione”.

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