La Provincia de L’Aquila contro il metanodotto Snam: ricorso straordinario al Capo dello Stato Napolitano

Il Ricorso straordinario al Capo dello Stato da parte della Provincia de L’Aquila, avverso il progetto di gasdotto appenninico “Rete Adriatica” della Snam Rete Gas S.p.a., è in corso di notifica.

Lo ha reso noto, questa mattina, la vice presidente della Provincia de L’Aquila Antonella Di Nino, nel corso di una conferenza dei Capigruppo.

In ottemperanza alla mozione approvata all’unanimità dal consiglio provinciale dello scorso 29 settembre e acquisiti i pareri dell’ufficio legale, la Provincia non ha avuto dubbi a dare mandato alla predisposizione dell’impugnativa avverso il decreto di pubblica utilità del Metanodotto Snam, attraverso l’istituto del ricorso straordinario al Capo dello Stato.

Presenti alla seduta, il presidente del consiglio provinciale Filippo Santilli ed i capigruppo consiliari Andrea Gerosolimo, Felicia Mazzocchi (su delega), Pasqualino Di Cristofano (su delega), Amedeo Fusco e Fabio Bisegna i quali hanno manifestato il proprio consenso alla procedura. Presente anche il capogruppo del Pd Enio Mastrangioli.

La Provincia de L’Aquila è l’Ente pubblico maggiormente coinvolto, dal momento che ben 103 km su 168 del metanodotto Sulmona-Foligno, interessano il territorio provinciale.

Non solo, la Provincia ha specifiche competenze in relazione al progetto Snam sia in ordine alla pianificazione urbanistica sia per quanto concerne la tutela ambientale, la qualità del territorio e la protezione civile.

Fino ad oggi, i comitati e le associazioni avevano dato battaglia alla Snam ma la Provincia non aveva ancora messo in atto nessuna concreta azione per fermare un’opera così impattante e pericolosa.

Tutte le iniziative, compreso le delibere di contrarietà dell’Ente, sono rimaste chiuse in un cassetto ed a vuoto, nei mesi scorsi, i Comitati hanno chiesto a gran voce l’intervento urgente della Provincia.

Ma vediamo la carta d’identità della Snam relativa al progetto della “Rete Adriatica”: il mega gasdotto, progettato dalla Snam, attraverserà 10 regioni italiane, tre parchi nazionali, uno regionale e 21 aree protette dall’Unione Europea. La lunghezza complessiva è di 678 chilometri, da Massafra (Ta) a Minerbio (Bo), cinque grandi tronconi (Massafra-Biccari; Biccari-Campochiaro; centrale di compressione Sulmona; Sulmona-Foligno; Foligno-Sestino; Sestino-Minerbio).

10 sono in tutto le regioni coinvolte: Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche, Toscana, Emilia-Romagna; 3 parchi nazionali: Maiella, Monti Sibillini e Gran Sasso.

Non mancano, un parco regionale e 21 aree interessate tra Siti d’Importanza Comunitaria – Sic e le Zone di Protezione Speciale- Zps.

Il ricorso straordinario al Capo dello Stato Napolitano, proposto dalla Provincia aquilana, contro il rinnovo della dichiarazione di pubblica utilità, regolata dal D.P.R. 327/2001, quindi, è l’ultimo tentativo per fermare l’avanzata del mega gasdotto Snam.

Giustificata, la preoccupazione dell’Ente, per le aree interessate ad alta densità di rischio sismico e idrogeologico gravitanti proprio nella provincia aquilana.

L’allarme scatta perché, pare, non sia stato effettuato un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale (direttive 85/337 e 97/11) come richiesto da normativa e giurisprudenza comunitaria tantomeno una procedura di valutazione specifica ambientale.

La decisione di accoglimento della Presidenza della Repubblica, arriverà non prima che si sia espresso il Consiglio di Stato con un parere vincolante.

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