Lanciano, si riaccende la battaglia sul nuovo ospedale

I tempi sono stretti, anzi strettissimi e la realizzazione del nuovo ospedale Renzetti di Lanciano, per forza di cose, è tornato prepotentemente alla ribalta. Si dovrà prendere una decisione entro questo mese in modo che, scelta l’ubicazione da parte dall’amministrazione comunale, la documentazione possa essere valutata dal ministero, a cui spetterà l’ultima parola. Raccontata così sembra facile, ma non lo è affatto. Anzi. Nelle ultime ore, le polveri sono tornate a incendiarsi. Da una parte la Asl che, alla luce della riunione tecnica di  ieri, indica, come migliore soluzione, la delocalizzazione in Val di Sangro del nosocomio frentano; dall’altra, l’amministrazione comunale che prima di decidere attende l’atto sanitario. In mezzo, la conferenza stampa di questa mattina del gruppo del PdL, che invoca celerità per non perdere i finanziamenti.

Allora è bene procedere per ordine. Il manager Francesco Zavattaro oggi ha reso note le conclusioni alle quali è pervenuta la commissione tecnica incaricata di individuare l’area più idonea alla realizzazione del nuovo polo sanitario comprensoriale. I tecnici della Regione Abruzzo, della Provincia di Chieti, della Asl e dei Comuni interessati al progetto, riunitisi ieri pomeriggio a Chieti presso la sede della Direzione generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, hanno approvato, con la sola astensione del dirigente all’Urbanistica del Comune di Lanciano (Di Fabio, ndr), un documento con il quale si individua l’area della Val di Sangro quale naturale direttrice di sviluppo di tutte le infrastrutture comprensoriali e quindi ubicazione ideale anche per il nuovo ospedale da 300 posti letto. La commissione ha motivato la sua scelta con una approfondita analisi del territorio frentano che ha evidenziato come la localizzazione del nuovo ospedale in Val di Sangro risponda in pieno sia agli strumenti di programmazione strategica di sviluppo del territorio, che indicano una grande espansione verso quell’area, sia ai piani regionali di razionalizzazione e riorganizzazione della rete ospedaliera, che prevedono la realizzazione di una nuova struttura di tipo comprensoriale. Quell’area garantirebbe inoltre una rapida accessibilità ai servizi ospedalieri anche da parte di tutti i Comuni che gravitano nell’area del Sangro-Aventino, pur continuando a insistere sul territorio di Lanciano e restando rapidamente raggiungibile dal centro città. Zavattaro ha quindi invitato tutti gli amministratori del territorio a trovare rapidamente un accordo sul sito, in linea con le indicazioni della commissione tecnica, per avviare rapidamente il complesso iter burocratico.

Insomma, un bel muretto che viene piazzato proprio nel bel mezzo della discussione e che rischia di diventare insormontabile. E qui la sorge spontanea la domanda: ma non si era detto che la decisione su dove realizzare il nuovo Renzetti non spettava al consiglio comunale di Lanciano?

Dal palazzo di città frentano, il sindaco Pupillo replica subito all’ultima novità. Lo fa con un comunicato stampa, mentre domani, in comune, è stata convocato un incontro con la stampa per una conferenza che s’annuncia, sin da adesso, dai toni particolarmente forti. “Nonostante la nostra richiesta di rinvio, in attesa dei documenti del Commissario Chiodi (l’atto sanitario, appunto, ndr), si è andati avanti senza conoscere, come avevamo invece richiesto, con un documento ufficiale d’ impegno, gli aspetti che riguardano la localizzazione, le Unità Operative Complesse, il numero dei posti letto e le fonti di finanziamento. Avevamo anche avuto garanzie in merito dai consiglieri regionali, Lanfranco Venturoni (ex assessore alla Sanità e attuale capogruppo del PdL in Emiciclo) e Emilio Nasuti (presidente della Commissione Bilancio), che si erano impegnati a farci pervenire la documentazione. Dopo 10 giorni di assoluto silenzio è stata convocata una nuova riunione del Comitato Tecnico, senza che nel frattempo fosse stato emesso alcun documento da parte della Regione”.

Una sveltina, che non va giù al primo cittadino lancianese. Da piazza Plebiscito ricordano che un progetto esiste ed è quello che elaborò l’allora manger della Asl Lanciano-Vasto, Michele Caporossi. Su quell’idea, presentata ufficialmente il 26 settembre scorso, che prevedeva la realizzazione del nuovo Renzetti laddove insiste il vecchio, si era ragionato pure nel corso del consiglio comunale straordinario tenutosi tre giorni prima.

“Ma quella è stata un’assemblea durante la quale la maggioranza ha assunto una posizione politica – ha precisato oggi Fabrizio Di Stefano durante una conferenza stampa alla presenza del coordinatore cittadino del PdL, Filippo Paolini, del capogruppo in comune Manlio D’Ortona e dal consigliere Graziella Di Campli -. Da allora in poi, nessun atto ufficiale è arrivato in Regione”. Il senatore e vice coordinatore regionale ha spiegato che il progetto, sul quale c’è il nodo da sciogliere se si tratta di una ristrutturazione o un intervento ex novo, doveva essere comunque inviato a L’Aquila per essere poi preso in esame dal ministero. “Sono passaggi fondamentali per ottenere il finanziamento: 54,433 milioni di euro dai fondi ex articolo 20, 2,864 milioni di euro come quota di compartecipazione della Regione e gli altri da ricercare anche attraverso la eventuale vendita dell’ex area dove si trova ora l’ospedale. L’intervento totale previsto è di 105 milioni di euro, 305 mila euro per posto letto. Senza i pareri tecnici, si rischia di perdere tutto. Invece, abbiamo assistito al più totale immobilismo”. Forse perché Pupillo, come ha spesso ripetuto, voleva vedere nero su bianco. “Non può essere la Regione a pronunciarsi prima senza aver esaminato se l’area scelta dal consiglio comunale risponda ai requisiti richiesti – spiega Di Stefano -. E’ qui l’inghippo”.

Situazione ingarbugliata, quindi. Il PdL tende comunque una mano alla maggioranza. Lo fa con D’Ortona, che ha confermato la massima apertura. “Avviaamo subito il confronto, istituendo un tavolo tecnico che veda la partecipazione di tutte le figure istituzionali – dice, lasciando spalanca la porta al progetto Caporossi e, in alternativa, per un’area che rientri nel territorio comunale di Lanciano  -. Se Pupillo lo avesse fatto già venti giorni fa, non ci troveremmo in questa situazione”.

Ora però, pesa come un macigno l’indicazione della Val di Sangro, espressa ieri dalla commissione tecnica. Verrebbe quasi voglia di fare una controproposta: perché non costruire il nuovo Renzetti nell’area industriale di contrada Follani per un ospedale non da 300, ma 200 posti letto e impegnare la Regione a realizzare la direttrice Lanciano-Val di Sangro?

Se ne saprà di più nelle prossime ore, anche perché la Direzione generale della Asl Lanciano Vasto Chieti ha convocato per giovedì 20 ottobre un incontro con i rappresentanti delle amministrazioni del territorio sul nuovo ospedale di Lanciano. Entro quella data, l’amministrazione comunale di Lanciano, concerto con gli altri centri dell’area frentana, potrà indicare definitivamente  il sito da utilizzare per la costruzione del nuovo Renzetti.

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