Processo alla Commissione Grandi Rischi, ammessa come prova il film ‘Draquila’

Si è tenuta, stamani a Bazzano, la nuova udienza penale avanti il Tribunale Penale de L’Aquila nei confronti della Commissione Grandi Rischi, i cui componenti sono accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni personali.

Le dichiarazioni rassicuranti, in occasione della riunione che ci fu a L’Aquila il 31 marzo 2009 pochi giorni prima della catastrofe del 6 aprile, sono costate care ai sette rinviati a giudizio.

Al dibattimento odierno erano presenti: Bernardo De Bernardinis, all’epoca vice-capo della Protezione Civile (presente anche alle udienze precedenti), Mauro Dolce direttore dell’ufficio rischio sismico della Protezione Civile, Enzo Boschi ex presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Sono chiamati a rispondere, sui presunti crimini commessi nei confronti della popolazione aquilana, anche Franco Barberi presidente vicario della Commissione, Giulio Selvaggi direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, infine, Claudio Eva ordinario di Fisica all’Università di Genova.

Presenti in aula anche i numerosi familiari delle vittime, tra cui il presidente dell’associazione 309 martiri, Vincenzo Vittorini.

Il procedimento è partito da una denuncia dell’avvocato Antonio Valentini.

Se è pacifico, si legge nella denuncia, che non è possibile prevedere i terremoti, è stato un grave errore allora affermare che il sisma non si sarebbe mai manifestato. Affermazioni rassicuranti ed imprudenti che poi hanno condizionato i comportamenti di molti cittadini rimasti nelle proprie abitazioni la notte del 6 aprile.

L’udienza è stata poi sospesa per stabilire se potesse essere ammessa come prove, il fil Draquila, di Sabina Guzzanti. Dopo circa un’ora di camera di consiglio, il giudice Marco Billi, ha deciso sulle istanze emerse nelle prime ore di dibattimento. Alla fine ha ammesso tutte le prove, ha negato le trascrizioni dei dvd con i telegiornali pre e post 6 aprile, ha ammesso come prova il film Draquila, ma solo nella parte dell’intervista relativa a Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Decisa anche una postazione fissa per gli operatori e i fotografi che riprendono il processo. Ogni parte, teste o avvocato potrà negare l’autorizzazione a essere ripreso. Con l’ascolto dell’ispettore superiore di polizia giudiziaria Lorenzo Cavallo è cominciato l’esame dei testimoni. A seguire, il medico del 118 Giuseppe Calvisi, che ha constatato la morte di circa 250 delle 309 vittime, e i famigliari di alcune vittime del terremoto del 6 aprile 2009.

Intanto, Enzo Boschi, ex Presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), componente dell’organo consultivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, parlando con i cronisti fuori dall’aula C del Tribunale, ha affermato: “La Commissione Grandi rischi deve soltanto riferire e io non ho nessun potere operativo”.

Proprio, Boschi ha confessato che “la commissione avrebbe dovuto indicare misure di prevenzione, la popolazione avrebbe già dovuto saperle”.

Intervistato ancora dai cronisti, l’ex Presidente dell’Ingv ha precisato: “Era la prima volta che mi capitava ma quelle cose più o meno le avevo dette e alla riunione c’ero stato. Il verbale comunque lo considero irrilevante proprio perché fatto dopo il sisma”. Boschi si riferisce al verbale della riunione del 31 marzo della Commissione Grandi Rischi, firmato successivamente dopo il terremoto.

Sul procedimento penale a suo carico, Boschi ha, inoltre, dichiarato: “Penso e spero di essere assolto e che con questo processo si capisca una volta per tutte che l’Italia è ad altissimo rischio sismico, un rischio che viene da costruzioni pessime”. “Dall’Abruzzo fino alla Sicilia orientale” – ha rimarcato – “si possono avere eventi di magnitudo 7”. “Da questo processo spero si risolva questo problema”.

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