L’autopsia su Neila Burekaite rivela che la donna è stata uccisa con 6 coltellate

Si terrà domani nel carcere di Vasto, probabilmente alle ore 10, l’udienza di convalida dell’arresto di Matteo Pepe, 43 anni, detenuto con l’accusa di omicidio volontario per l’assassinio di Neila Burekaite. Pepe è nella casa circondariale di Torre Sinello da sabato scorso, subito dopo la scoperta del cadavere della giovane, di 24 anni, di origine lituane, nella camera da letto nell’appartamento che i due condividevano da qualche anno, al terzo piano di un palazzo in via Sandro Pertini a Vasto. Non si sa al momento se Pepe, che sarà assistito dai legali di fiducia Pasquale Morelli e Gianpaolo Di Marco, si avvarrà della facoltà di rispondere o se deciderà di raccontare al giudice per le udienze preliminari quale sia stato il motivo scatenante che ha armato la sua mano. Oggi pomeriggio, intanto, il  dottor Pietro Falco, alla presenza del consulente di parte, il dottor Generoso Scarano, ha svolto l’autopsia sul corpo della Burekaite. Un esame lungo, durante il quale, secondo indiscrezioni, sarebbero emerse delle novità sulla dinamica dell’omicidio, che a questo punto cambiano il quadro difensivo. La donna è stata raggiunta da almeno 6 coltellate, una delle quali, quasi sicuramente quella mortale, ha colpito la Burekaite sotto il seno sinistro. La lama sarebbe penetrata per almeno 10 centimetri, perforando il polmone.

Da Vasto a Teramo. Ha raccontato tutto al magistrato che lo ha ascoltato oggi nel carcere di Teramo dove è da ieri con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato per aver ucciso a coltellate la ex moglie, Maria Rosa Perrone, nel pomeriggio di ieri, in via Gorizia ad Alba Adriatica. Per due ore William Adamo, 59 anni, ha spiegato al gip di Teramo, Marina Tommolini, perché ieri ha deciso d’incontrare la sua ex e poco minuti dopo, in auto, in seguito a una violenta lite, l’ha colpita con un coltello da cucina che aveva con se. Il gip Tommolini, si è riservata di decidere in merito. Il suo difensore di fiducia, Tommaso Civitarese, all’uscita da Castrogno ha dichiarato che il suo assistito “sta collaborando con la giustizia – dice l’avvocato Civitarese – e per ogni altra valutazione sulla strategia difensiva da adottare attendiamo l’esito di esami irripetibili, quindi dell’autopsia, prevista per domani”.

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