Dagli abruzzesi nel Mondo il sostegno per la ripresa economica regionale

La disponibilità delle Associazioni d’emigrazione verso la Regione Abruzzo non mancherà. D’altro canto, non è venuta meno in passato, nonostante le ristrettezze economiche. L’appello lanciato dal Governatore Gianni Chiodi, dal presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, dal vice presidente della Giunta regionale e assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, dallo stesso presidente del Consiglio regionale del egli Abruzzesi nel Mondo, Mauro Febbo è stato fatto proprio dai delegati delle 120 associazioni dei nostri corregionali, sparse nei cinque continenti: l’aiuto alle imprese, piccole e grandi ci sarà. Una collaborazione che è stata rinforzata con il protocollo d’intesa tra Regione Abruzzo, Cram e Centro estero delle Camere di commercio Abruzzo, sottoscritto nel corso dei lavori dell’assemblea plenaria del Cram, che per tre giorni si è riunita a Pescara. I lavori, coordinati dal vice presidente del Cram, Franco Santellocco, e organizzati dall’Ufficio Emigrazione della Regione Abruzzo, sono stati allargati alla partecipazione delle associazioni attive in Italia.

Una inversione di tendenza nelle politiche rivolte all’associazionismo, un netto taglio con il passato per favorire, per quel che è nelle possibilità di chi vive all’estero, l’economia regionale, desiderosa di allungare i suoi confini. Un impegno non indifferente per le associazioni, che hanno chiesto d’essere messe in grado di creare quei collegamenti sollecitati da più parti. Si attende che nel prossimo bilancio il settore riceva quei finanziamenti, che mancano oramai da tre anni. L’attività di coordinamento degli eventi e delle iniziative sarà svolta da un tavolo, che si riunirà quattro volte l’anno tra i sottoscrittori del protocollo e i settori interessati per evitare accavallamenti. “La vostra collaborazione sarà preziosissima per poter far in modo che possano essere intrapresi degli accordi tra l’Abruzzo e le regioni dei paesi in cui vivete – ha puntualizzato il presidente Pagano -. Dunque, intese per favorire scambi nella ricerca, per la cultura, per l’agricoltura e il turismo”. Senza dimenticare i giovani, soprattutto i figli degli emigrati e rafforzare con loro i legami con l’Abruzzo e con la lingua dei loro padri. Nel Cram, per fortuna, ciò già avviene in molti paesi, in particolare in Argentina e Venezuela, tra le più attive. Durante i lavori è stata discussa una proposta di riforma della legge regionale in materia di emigrazione che sarà analizzata dai componenti CRAM e portata all’attenzione dei consiglieri regionali di riferimento Franco Caramanico, Riccardo Chiavaroli e Antonio Prospero.

Nel Cram sono entrati a far parte altri tre nuovi paesi: Uruguay, Cuba e Svezia.

Domani, intanto, alle ore 11:30, presso l’edificio 2 dell’ospedale regionale San Salvatore, vicino ai poliambulatori, la Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Venezuela consegnerà ufficialmente agli aquilani ed all’ospedale dell’Aquila, la sede ristrutturata dello SMILE e le borse di studio destinate agli operatori che lavorano presso lo stesso servizio e ad alcuni utenti; queste iniziative sono state rese possibili grazie alla somma raccolta dai corregionali a favore della popolazione colpita dal sisma del 6 aprile 2009. I fondi donati al Commissario per la ricostruzione saranno destinati a finanziare le attività del centro ‘Smile’, il Servizio di monitoraggio e intervento precoce per la lotta agli esordi della sofferenza mentale e psicologica nei giovani, nato nel 2005 con la collaborazione congiunta della Asl dell’Aquila e della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ateneo aquilano. Con l’occasione saranno mostrati i risultati del lavoro svolto dal centro Smile, dal 2005 ad oggi, alla presenza dei tre rappresentanti della Federazione venezuelana, Maria Gabriella Marcacci, Mirtha D’Astolfo e Johnny Margiotta (esecutivo giovane del CRAM per l’America Latina). Gli operatori di Smile (personale medico, infermieristico e universitario) non hanno mai interrotto la loro attivita’ psico-sociale e sono stati presenti fin dalla prima emergenza in strutture provvisorie accanto ai giovani colpiti dal sisma, operando direttamente nelle tendopoli ed offrendo la loro disponibilità professionale e specialistica a tutti i giovani che hanno chiesto aiuto o che hanno avuto bisogno di un supporto psicologico. Il numero di prestazioni e di utenti, che dopo il sisma si sono rivolti allo Smile, è progressivamente aumentato nel tempo, in funzione degli accresciuti bisogni della popolazione e dell’emergere di nuove patologie (per esempio quelle dello spettro post-traumatico) prima del sisma pressoché assenti nel territorio del cratere.

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