Nuovo ospedale di Lanciano, le forze di maggioranza denunciano: “Scoperto l’inganno ai danni della città”

“L’attuale Amministrazione di Lanciano non è suddita né serva dei politici di Chieti o di Tollo. Sta dimostrando, settimanalmente, studiando carte e progetti, che ha a cuore il destino di questa città e di questo territorio frentano”. E’ la reazione di Alessandro Di Matteo Capogruppo “Lanciano in Comune” – non l’unica per la verità – alla luce della riunione di ieri a Roma, al ministero della Salute, tra una delegazione del Comune di Lanciano, capeggiata dal sindaco, Mario Pupillo, e i tecnici del  dicastero. Un incontro che ha rimesso palla al centro sul nuovo ospedale Renzetti, così come si aspettava la maggioranza che guida Lanciano. Insomma, a carte scoperte c’è il positivo parere tecnico a realizzare il nuovo nosocomio laddove esiste il vecchio. Per molti esponenti politici si tratta di una clamorosa smentita di chi, finora, aveva posto veti al progetto ‘Caporossi’, sul quale hanno insistito sindaco e maggioranza. Per Di Matteo “il disegno politico sulla città di Lanciano delle scorse settimane è stato svelato: spogliare Lanciano anche dell’ospedale Renzetti. Un progetto pensato acutamente dal prof. F. Zavattaro – attuale manager della Asl Lanciano-Chieti-Vasto – che non ha mai, ogni volta che gli è stato chiesto, messo sul tavolo degli incontri le carte, l’atto aziendale e quant’altro fosse necessario per capire cosa stava accadendo. Solo trame oscure, disegni fumosi, e poi tante parole. Oggi il Palazzo Comunale di Lanciano è trasparente. Non vi albergano clientelismi e progetti oscuri. Nessuna preclusione, dunque e nessun ostacolo per realizzare il nuovo ospedale nell’area allargata dell’attuale sede in via del Mare, potendo utilizzare i fondi dell’ex art. 20. Cosa che, invece, il 23 settembre in Consiglio comunale a Lanciano veniva paventato, con soddisfazione, dal senatore Fabrizio Di Stefano e dall’assessore regionale Mauro Febbo. Sarà nostro compito anche tranquillizzare quanti abitano in prossimità del “Renzetti”: l’attuale area non “è un’area sismica” (sic!) come ha affermato lo stesso Febbo in Consiglio Comunale! Oggi, siamo certi, saranno scontenti quanti, probabilmente, stavano già dividendosi “la torta degli investimenti” futuri a Cerratina (era già stava anche individuata l’area senza neanche consultare l’Amministrazione Comunale!) Lanciano può e deve realizzare celermente una nuova struttura ospedaliera all’avanguardia mediante un grande investimento nell’attuale area. E noi faremo la nostra parte”.

Non da meno è il capogruppo dell’IdV, Gabriele Di Bucchianico, che chiede, senza messi termini le dimissioni di Chiodi e Zavattaro “che devono andare a casa al più presto, prima che i danni che hanno già prodotto diventino irreversibili”. Non vi è nessuna norma ostativa alla costruzione di un nuovo ospedale sul sito dell’attuale Renzetti con i fondi ex art.20. Dunque il nuovo sito bisognava individuarlo, non per attingere fondi dall’ex. Art.20, come avevamo già capito da tempo, ma solo perché bisogna vendere l’attuale sito del Renzetti  e, successivamente, obbligare l’Amministrazione Comunale a cambiare la destinazione urbanistica e gli indici edificatori per rendere più appetibile l’affare e, quindi, reperire una parte dei fondi che mancano. La restante parte, è evidente arriverà da soggetti privati, che gestiranno l’ospedale per i prossimi anni. Non si sceglie in base alle reali esigenze sanitarie del territorio ma secondo precisi dictat di un  sistema di potere e di affari”.

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