Pescara inarrestabile: 4 gol all’Ascoli nel derby all’Adriatico

Gol e spettacolo, come al solito, all’Adriatico-Cornacchia. E stavolta la vittoria gusta di più perché conquistata contro l’Ascoli, che il Pescara non riusciva a battere dal 204.

Zeman sapeva che con i bianconeri il suo Pescara avrebbe trovato una squadra capace di chiudere bene gli spazi e caparbio. Difficoltà dovute essenzialmente al fatto che gli ascolani, per modulo e carattere sono simili allo Juve Stabia, tra le poche finora che son riuscite a mettere in difficoltà il Delfino. Da qui le preoccupazioni, motivate, del boemo, che in mezzo al campo sostituisce Cascione (squalificato) con Togni. Si inizia e Castori soddisfa i curiosi, desiderosi di conoscere come avrebbe disposto il suo Ascoli per questo derby. L’ex di Lanciano e Cesena propone un 4-4-2 con difesa alta e centrocampisti pronti a infastidire le fonti del gioco biancazzurri, e lancia in attacco Papa Waigo, Romeo e Soncin per tenere bassa la retroguardia di Zeman. Sembra che funzioni perché il Pescara non è fluido come al solito, anche se la gara è comunque piacevole. Ad emozionarla ci pensano Papa Waigo da una parte e Insigne e Sansovini dall’altro. E Immobile? Il buon Ciro c’è non è reattivo come sempre ma seppur guardato a vista si muove, crea spazi per gli inserimenti. Così ci pensa Insigne a creare scompiglio tra le file ascolane. Lo fa con un gran numero al 9′: l’attaccante salta il diretto avversario, lancia uno sguardo al centro e serve impeccabilmente Kone. Il Cornacchia si prepara ad esplodere, ma deve rinviare la festa perché la conclusione, da posizione favorevolissima, finisce fuori. Trascorrono pochi minuti (19’) e i piani del bravo Castori saltano: ci pensa Romeo a mandare all’aria i tatticismi del tecnico di San Severino Marche con un intervento tanto violento quanto inspiegabile su Togni. Rosso diretto e Ascoli in 10, con Togni tra l’altro, costretto a lasciare il campo per il duro colpo ricevuto. Entra Verratti e la partita cambia. Pochi secondi e il centrocampista pescarese serve Sansovini, che parte sul filo del fuorigioco, conclude: Guarna è sulla traiettoria, respinge, ma lo fa sui  sui piedi del capitano, che stavolta insacca. Un gol che fa saltare i nervi dei bianconeri, che protestano con Tozzi di Ostia. Fioccano gialli per gli uomini di Castori. Il gol sblocca i biancazzurri, che favoriti pure dalla superiorità numerica iniziano a impostare la manovra sulla regola dei tre passaggi e lavoro per i tre lì davanti. Giochi che manda in crisi l’Ascoli, che subisce la seconda rete. Confeziona tutto Insigne, ancora lui, che s’invola sulla sinistra, poi converge al centro, attira avversari su di se e poi serve il capitano, che supera di nuovo Guarna. Pur sotto il grintoso Castori incita i suoi, li invita a salire e ha ragione perché a pochi minuti dalla fine Papa Waigo, che riceve palla da Soncin, ha la possibilità di accorciare, ma da due metri spara su Anania e svanisce l’occasione per per riaprire la gara.

Remore di quanto accaduto con il Cittadella, nella ripresa il Pescara continua ad attaccare e lo fa bene. Zeman lascia negli spogliatoi Immobile, preservandolo per l’anticipo di venerdì prossimo con il Bari, e lancia Maniero. Cambia ben poco con Verratti a dettar passaggi, Insigne a incunearsi nelle maglie difensive e Sansovini a segnare. E’ il 55’ quando il capitano firma il terzo gol. E’ festa in campo e sugli spalti dell’Adriatico, che s’aspetta la quarta rete: la manovra d’altro canto lo lascia immaginare, ci si va pure vicino con tiri di Insigne, Sansovini, Gessa e Maniero ma il poker non arriva. Anzi, accorcia l’Ascoli con Tamburini (74’), che raccoglie in area un calcio di punizione e batte Anania. Ma il Pescara vuole accontentare i suoi sostenitori (oltre diecimila sugli spalti)  e lo fa con Insigne, nei minuti di recupero, che regala il gol numero 4 ai tifosi.

Il successo conferma il Pescara al terzo posto dietro Torino e Padova. Megio di così…

Pescara (4-3-3): Anania; Zanon, Romagnoli, Capuano (27′ st Brosco), Balzano; Gessa,Togni (23′ pt Verratti), Kone; Sansovini, Immobile (1′ st Maniero), Insigne. Allenatore: Zeman

Ascoli (4-4-2): Guarna; Gazzola, Giovannini, Faisca, Tamburini; Papa Waigo (16′ st Boniperti), Parfait, Vitiello (24′ st Ilari), Sbaffo; Soncin (13′ st Falconieri), Romeo. Allenatore Castori

Arbitro Tozzi di Ostia

Reti: Sansovini 26′ e 36′ pt, 9′ st, Tamburini 29′ st, Insigne 48′ st

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