La Virtus ritrova la vittoria su rigore

Serviva la vittoria, solo la vittoria. Alla fine è arrivata, e probabilmente è la più importante delle cinque fin qui collezionate. Contro l’Andria bisognava mostrare che la Virtus Lanciano delle 4 vittorie su 4 partite non si era smarrita dopo la mini serie negativa delle trasferte di Frosinone, Piacenza e Bolzano. I gol di Massoni e Volpe arrivano in un secondo tempo acceso dalle folate di Chiricò, questa volta mandato in campo da Gautieri prima che la curva potesse acclamarlo.

Che questa partita sia importante, lo si intuisce dalla poca tranquillità con cui l’undici rossonero scende in campo (vedi pagelle). Nei primissimi minuti la Virtus Lanciano si rende subito pericolosa sulla fascia destra, dove agisce l’inedito trio Aquilanti-Capece-Titone. Prima l’esterno destro, oggi in campo al posto di Turchi, e poi Capece, cercano la conclusione da fuori, senza successo. L’avvio sembra buono, ma con il passare dei minuti si palesano i limiti dell’ultimo periodo, nero, condito da 3 sconfitte, un pareggio e poco gioco. I rossoneri non riescono a imporre il proprio, neanche contro quest’Andria rinunciataria scesa al Guido Biondi per portare via il punticino del pareggio. Manca l’intensità delle prime gare, quel ritmo di gioco che rende il 4-3-3 uno schema sensato e votato a creare occasioni da gol. Pavoletti viene cercato con lanci lunghi, sulla sinistra non viene valorizzato Mammarella e la sua migliore qualità, il cross. Eppure la Virtus potrebbe chiudere la prima frazione in vantaggio, se Ragni – un nome un programma – non andasse a deviare in angolo prima la punizione di Mammarella al 19’pt e poi la conclusione pericolosa di Volpe al 43’pt. Dell’Andria non c’è traccia, se non per i suoi caldi tifosi che riempiono la parte centrale della curva Nord per suggellare l’ultra ventennale gemellaggio con il tifo lancianese.

Al rientro dagli spogliatoi Gautieri, come detto, manda subito in campo Chiricò per Improta. Sarà la mossa vincente. Il folletto brindisino si piazza a destra con le sue scarpette, questa volta rosse, e nel giro di 45 secondi è già sul fondo per crossare, ma Titone viene anticipato dalla difesa. La Virtus aumenta la pressione e, a differenza del primo tempo, rimane nella metà campo avversaria per cercare il gol del vantaggio. Sulla destra Chiricò diventa un punto di riferimento in grado di mettere i compagni davanti alla porta, come al 15’st, quando Titone calcia fuori da ottima posizione solo davanti a Ragni. Il gol arriva due minuti più tardi, al 17’st, con quel colosso di Massoni che impone la sua stazza sul calcio d’angolo battuto da Mammarella. Vantaggio giusto, legittimo. I rossoneri prendono fiato, arretrando il baricentro del gioco, forse troppo. E finiscono per subire il pareggio di Arini, che al 28’st raccoglie una palla vagante in area di rigore e fulmina Aridità. L’unica sbavatura della coppia centrale di difesa porta in dote all’Andria un pareggio che è oro, e Di Meo se ne accorge. Dentro un  difensore, Larosa, e fuori Innocenti alla mezzora: ci si prepara a un catenaccio stile anni ’80, al classico assalto al fortino. I rossoneri riorganizzano e ricomincia il lento ma costante lavoro ai fianchi della difesa andriese. Turchi, entrato al posto di Titone poco prima, sfiora il gol sull’assist di Chiricò (33’st). La Virtus insiste e da uno dei 6 corner guadagnati nella ripresa arriva il fallo di Cossentino che abbraccia Pavoletti in area, anche troppo vistosamente. Rigore netto. Questa volta sul dischetto va Volpe, che segna con un preciso sinistro sotto la curva Sud. Ci sarebbe spazio nel tabellino anche per Pavoletti, se non mandasse alto sulla traversa un perfetto traversone di Mammarella al 39’st. C’è tempo di salutare l’esordio di Novinic, scuola Milan, prima che il fischio finale consegni la quinta vittoria alla Virtus Lanciano e una settimana a Gautieri per preparare l’ennesima difficile trasferta. Tra sette giorni si va in Lombardia, al cospetto di un’altra nobile decaduta qual è la Cremonese.

VIRTUS LANCIANO (4-3-3) – Aridità 6; Aquilanti 6, Massoni 6.5, Amenta 6.5, Mammarella 6; Capece 6.5, D’Aversa © 6, Volpe 6.5; Titone 6 (dal 31’st Turchi 6), Pavoletti 6, Improta 5 (dal 1’st Chiricò 7). A disp: Amabile, Di Filippo, Vastola, Novinic, Zeytulaev. All.: Gautieri 6.5

ANDRIA (4-2-3-1) – Ragni 6; Meccarello 5, Zaffagnini 5.5, Cossentino 5, Pierotti © 5; Paolucci 6, Arini 6.5; De Giorgi 5 (dal 11’st Minesso 5), Del Core 5.5 (dal 22’st Gambino 5.5), Comini 5.5; Innocenti 5 (dal 32’st, Larosa 5) . A disp: Sansonna, Evangelisti, Minesso, Contessa, Gambino. All.: Di Meo 5

MARCATORI: 17’st Massoni, 28’st Arini, 37’st Volpe (rig.).

ARBITRO: Perretti di Verona, 5.

NOTE: giornata fredda, terreno in buone condizioni. Spettatori circa 2.000. Tifoserie gemellate. Ammoniti D’Aversa, Pavoletti, Massoni, Meccariello, Pierotti, Volpe, Aquilanti. Calci d’angolo 9 a 3 per la Virtus Lanciano. Recupero: 2′ pt; 4′ st.

I risultati della 9ª giornata – Barletta – Trapani 0-2; Carrarese – Spezia 2-1; Feralpisalo – Bassanov. 0-0; Frosinone – Latina 1-1; Pergocrema – Piacenza 0-2; Portogruaro – Triestina 3-1; Prato – Cremonese 0-0; Siracusa – Sudtirol 1-3; V. Lanciano – Andria Bat 2-1

Classifica – Frosinone 19; Pergocrema 18; Carrarese, Virtus Lanciano (-1) 15; Sudtirol (-1), Portogruaro, Trapani 14; Siracusa, Cremonese, Piacenza ( -4) 12; Barletta, Spezia 11; Andria Bat, Triestina 10; Prato 7; Latina, Bassano Virtus 6; Feralpisalò 2

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