Lui ordinato e meticoloso, lei gelosa del suo Nicola

A 48 ore dal ritrovamento nella villetta di Vasto dei corpi senza vita di Nicola Desiati, e della moglie, Mirella La Palombara, gli inquirenti scavano nella vita della coppia per dare una ragione, un movente, all’omicidio-suicidio avvenuto nella tarda serata di venerdì e scoperto solo sabato pomeriggio.

Una ricostruzione difficile, che procede ascoltando parenti, amici e vicini di casa della coppia. Racconti attraverso i quali sarebbero emersi dei particolari che potrebbero aiutare a delineare il quadro familiare e dare un senso a quella esplosione di violenza che, dall’esterno, continua ad essere inspiegabile.

Da quel che si è potuto apprendere, Nicola, finanziere in servizio a Chieuci, in provincia di Foggia, era un tipo preciso, molto. Ordinato nelle sue cose, meticoloso. Un pianificatore, insomma: una dote per le Fiamme Gialle – lavorava come archivista nella comando compagnia della località pugliese -, probabilmente un difetto a casa. E che fosse persona ordinata lo hanno potuto riscontrato anche gli agenti del commissariato di Polizia di Stato e i vigili del fuoco di Vasto, sabato scorso, quando sono entrati nella villetta di località San Tommaso. Tutto in perfetto ordine, tranne i tredici bossoli a terra, espulsi dalla sua pistola d’ordinanza: dei tredici esplosi, tre colpi hanno raggiunto la moglie, due gli li ha riservati per se stesso, mentre gli altri si sono conficcati qua e là nella sala da pranzo. Una pistola che, pare, non portava mai a casa: lo ha fatto venerdì scorso, contravvenendo alle sue abitudini, probabilmente perché aveva deciso di farla finita. I due, sposati da 6 anni e senza figli, da quel che si sarebbe appurato, non andavano più d’accordo. Lei, quattro anni più giovane del marito che ne aveva 47, impiegata in cassa integrazione alla Gissi Confezioni, era particolarmente gelosa del suo Nicola. Un tarlo, che spesso si faceva strada nelle loro conversazioni, che si tramutavano spesso in litigi. E questo spiegherebbe la ragione per la quale Desiati si rifugiava sempre più frequente nel silenzio, anche sul posto di lavoro, con contatti ridotti al necessario e nulla più. Una riservatezza che non era passata inosservata, diventata un muro invalicabile negli ultimi tempi. Poi la tragedia di venerdì sera, studiata, che ha lasciato tutti con tanti interrogativi.

Intanto domani, all’ospedale di Vasto, saranno eseguite le autopsie sui corpi di Nicola e Mirella Oggi pomeriggio il sostituto procuratore della Repubblica, Giancarlo Ciani, ha affidato l’incarico dell’esame autoptico al dottor Pietro Falco che domani dovrà accertare quale dei tre colpi calibro 9 andati a segno abbia ucciso la donna e dopo quanto tempo dall’omicidio l’uomo si è tolto la vita. Dalla ricognizione cadaverica è già emerso che Desiati, prima di uccidersi con un colpo al cuore, si era sparato un colpo alla tempia, ferendosi tuttavia solo di striscio. Dopo l’autopsia e il nulla osta della procura, saranno celebrati funerali congiunti, nella parrocchia di San Giovanni Bosco a Vasto.

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