Riforma del sistema trasporti in Abruzzo, sindacati ancora tiepidi sulla legge di riordino

I sindacati del settore dei trasporti giudicano complessivamente buona la proposta di riforma del sistema regionale abruzzese. Lo hanno ribadito questa mattina i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa-Cisal, intervenuti alla seduta della Quarta Commissione (Industria-Commercio, Trasporti), convocata dal Presidente Nicola Argirò per continuare l’esame del disegno di legge elaborato dalla Giunta regionale lo scorso luglio. Argirò si è impegnato a richiedere,all’Assessore regionale Giandonato Morra e alla Dirigente del Settore Trasporti della Regione Carla Mannetti, il piano redatto nel 2008 dalla Kpmg, la società che realizzò uno studio sulla holding regionale dei trasporti.

La Uil, dal canto suo in un documento del segretario regionale, Roberto Campo e di Peppino Murinni, della Uil Trasporti regionale, sostiene  che la proposta di legge non ha una valenza legata solo al “riordino delle partecipazioni societarie in materia di trasporto pubblico”, come recita il titolo, ma è sicuramente più strategica perché deve rappresentare il primo passo per far finalmente partire una vera riforma dell’intero sistema del Trasporto Pubblico Locale abruzzese. Sino ad oggi e per decenni nella nostra regione gli orari, le linee e le corse sono stati autorizzati quasi sempre senza coordinamento alcuno tra i diversi vettori. Risultato: sovrapposizioni in alcune aree e offerta inadeguata in altre. Il settore è da sempre contrassegnato da un’eccessiva frammentazione delle aziende, con innumerevoli centri di costo che non favoriscono economie di scala indispensabili per aumentare la produttività e l’economicità nella gestione del servizio. La Uil ritiene non più rinviabile l’adozione di un complessivo progetto di riforma dell’intero settore che veda coinvolti tutti gli attori istituzionali, le aziende e i lavoratori, volto a ridisegnare un sistema del Trasporto Pubblico Locale in grado di competere ed affrontare la liberalizzazione e che vada quindi ben oltre il solo “riordino delle partecipazioni societarie in materia di trasporto pubblico”. Il sindacato fa alcune precisazioni, ritenute indispensabili. “L’articolo 1 – sostengono Campo e Murinni – nel fare esplicito riferimento all’art. 66 della Legge Regionale 1/2011, manifesta la volontà di: dar vita ad un nuovo soggetto imprenditoriale che operi nel settore del Trasporto Pubblico Locale; attuare politiche di contenimento della spesa pubblica. A nostro avviso questa volontà potrà meglio concretizzarsi se il servizio, indipendentemente dalle forme di concessione, verrà concepito su un bacino unico regionale quale riferimento della nuova rete e con il massimo coordinamento gomma-ferro. Creare una società unica e mantenere una progettualità su molteplici bacini indipendenti non avrebbe senso. È inoltre necessario accelerare i tempi della riforma complessiva. A questo scopo, abbiamo chiesto all’Assessore Morra di predisporre un contributo dell’Assessorato al DPEFR 2012-2014 che contenga un piano triennale di carattere strategico, su cui fare a breve un confronto per condividere un crono-programma di interventi da realizzare”.

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