Stroncato traffico di droga tra l’Abruzzo e i Balcani

Lo scorso 22 marzo era stata la squadra mobile di Pescara a smantellare un’organizzazione formata da 5 gruppi criminali che operavano in Abruzzo e in Albania. Allora 200 uomini furono impegnati per eseguire 38 ordini di cattura. Stavolta, sono stati i carabinieri del comando provinciale a sgominare un gruppo dedito al traffico di droga verso l’ Abruzzo, importata dai Balcani. Stessa rotta, particolarmente attiva, seguita da personaggi già noti alle forze dell’ordine.

I militari dell’Arma hanno sequestrato i libri mastri del traffico e 20 chili di droga. 26 gli arresti, con l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Tra i destinatari dei provvedimenti ci sono molti rom che vivono a Pescara. Le misure cautelari sono del gip presso il Tribunale de L’Aquila, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L’operazione, denominata ‘Esmeralda’, che ha avuto il suo culmine oggi, ha preso avvio nel febbraio 2010 e si è protratta fino ad aprile 2011: complessivamente gli indagati sono 38, di cui 18 arrestati in flagranza di reato. Il via all’attività dell’Arma c’é stato dopo l’arresto in flagranza di tre nomadi di Rancitelli, trovati in possesso di 150 grammi di eroina, e il passaggio successivo è stato l’arresto di Lucia Mariotti, a marzo 2010, a Francavilla al Mare, usata come corriere dall’organizzazione e bloccato con 4 chili di eroina.

Tra gli arresti che hanno fatto più clamore, in Abruzzo, ci sono stati durante le indagini quelli dei presunti capi dell’organizzazione, Carmine Bevilacqua e Lucia Sauchella, bloccati a luglio del 2010 mentre tentavano di stoccare oltre dieci chili tra eroina e cocaina nella villa faraonica di loro proprietà a Vasto (la struttura è stata poi confiscata), avvalendosi dell’aiuto dei figli minorenni. Per quell’episodio i due sono già in carcere con una condanna in primo grado a otto anni di reclusione ciascuno, mentre alla donna era stata già inflitta una condanna definitiva di otto anni per narcotraffico. Per i carabinieri, coordinati dal colonnello Marcello Galanzi, c’erano vari rami, a livello territoriale, dell’organizzazione, tra Pescara, ritenuta il vero epicentro, e la zona teramana con particolare riferimento a Alba Adriatica e Martinsucuro. I libri mastri sono stati trovati a casa di Carmine Bevilacqua: si tratta di due quaderni sui quali venivano appuntati in maniera cifrata quantità di droga, nominativi e somme da riscuotere e il giro di affari che si desume da questi appunti sarebbe di qualche milione di euro. “Ognuno dei componenti dell’organizzazione – ha detto il capitano Nicola Stangarone -, aveva un ruolo specifico e le consegne di droga (che arrivava dai Balcani attraverso l’Albania) avvenivano ogni settimana. Il quadro complessivo è stato ricostruito passando dagli spacciatori al dettaglio, bloccati per primi, fino ai venditori all’ingrosso per finire con chi si occupava dell’approvvigionamento”. Tra gli arresti di oggi, quattro sono stati eseguiti a Fontanelle, dove negli ultimi giorni si sono verificati tre attentati ai danni dell’associazione ‘Insieme per Fontanelle’. L’operazione, che ha visto la partecipazione di 250 carabinieri, è stata disposta dal gip Marco Billi su disposizione del pm Antonietta Picardi.

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