Alex Caporale (Verdi): “Troppe incertezze sul Campus dell’Automotive. Necessario riflettere”

“Non stiamo mica realizzando una cattedrale nel deserto e, visto che la Regione Abruzzo ha inserito il progetto del Campus tra i progetti principali cui destinare gli aiuti del Governo Nazionale, un ulteriore spreco di denaro pubblico?” La domanda, che ovviamente cera risposte certe, se la pone il capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale a Lanciano, Alex Caporale, preoccupato, alla luce delle ultime novità che riguardano due importanti aziende del settore metalmeccanico in Val di Sangro, quali la Sevel e la Honda. D’altro canto, l’interrogativo di Caporale scaturisce pure dal fatto che l’esponente politico frentano aveva seguito e aveva appoggiato il progetto quando sedeva in Consiglio provinciale, che adesso sembra possa saltare. I motivi? “Marchionne, al quale occorre riconoscere, tra le altre cose, una visione globale di prim’ordine, ha più volte dichiarato che siccome la produzione dell’auto a livello mondiale si concentrerà in aziende di dimensioni molto più grandi di quelle attuali. FIAT si concentrerà su produzione diversa dall’auto e non sarebbe più intenzionata a fare ricerca. Tra l’altro – aggiunge Caporale – da voci insistenti, sembrerebbe che Fiat, entro il 2019, andrà via dalla Val di Sangro (CH). Alle dichiarazioni di Marchionne occorre aggiungere che, per quanto riguarda il Campus, al di là della diffusione di bandi per progetti inerenti la costruzione di alcune palazzine null’altro ci è dato sapere, aldilà delle enunciate finalità del Campus, poco si è detto o comunicato in merito ai soggetti, pubblici o privati: in buona sostanza, sembrerebbe che si stia parlando prima del “contenitore”, tralasciando “il contenuto”. “Contenuto” caratterizzato dalla necessità di avere prima i progetti  su cui costruire i palazzi, possibilmente con un Accordo ufficiale con la Università: la quale Università de L’Aquila, partenr del progetto, ha sì un corso di laurea in meccanica ma non fa ricerca, ed oltretutto, ad avviso del sottoscritto, per poter giustificare la nascita di un “Campus” occorre non semplicemente fare ‘ricerca’ ma bensì, fare ‘ricerca spinta’ ossia, a 360 gradi. A tutto ciò si aggiunga la notizia di questi giorni della volontà della Honda di spostare in Thailandia alcune produzioni di motori, lasciando in loco solo l’assemblaggio. Ebbene, i punti di riflessione sono davvero tanti, forse troppi. Da amministratori a vario livello e settore, è nostro preciso dovere “fermarsi” a riflettere, anche andando contro il comune sentire, senza aver paura di esternare eventuali perplessità che naturalmente possono sorgere ma che non hanno la pretesa di rappresentare la verità”.

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