Del Turco, l’avvocato Caiazza attacca il pool di magistrati di Pescara

I toni sono forti perché a suo dire si tratto di fatto davvero inusuale, se non unico, nella esperienza forense. A Domenico Caiazza, legale dell’ex governatore Ottaviano Del Turco, l’audizione del pool di magistrati pescaresi dinanzi alla Commissione parlamentare speciale d’inchiesta sul sistema sanitario nazionale, non è andata proprio giù. Ma come, sostiene il legale in una nota “in quella sede – la Commissione presieduta dal senatore Marino, nrd – sono state fatte valutazioni durissime e sprezzanti sulla responsabilità di persone imputate in un processo in corso di svolgimento avanti ad un Collegio giudicante, e dunque ancora assistite dalla presunzione di non colpevolezza, ma come se non bastasse si rendano addirittura giudici della propria indagine, affermando – come fosse un fatto obiettivo ed incontrovertibile- che tanto è ciò ‘che sta emergendo dal processo’. Si vede che stiamo partecipando a due processi diversi”. Cose che possono accadere per il penalista romano “solo in un Paese che ha definitivamente smarrito il senso delle regole e del diritto, e può considerare normale che magistrati della Procura della Repubblica di Pescara, vengano ascoltati dalla Commissione Parlamentare sulla malasanità in Italia. Noi – aggiunge – abbiamo fino ad oggi assistito ad un processo nel corso del quale la Pubblica Accusa, lungi dal portare in Aula la Polizia Giudiziaria (Guardia di Finanza e NAS) che ha condotto le indagini, perché ne racconti e ne spieghi contenuto e fondatezza, comincia il racconto dalla coda, regalando il proscenio esclusivo ad Angelini ed i suoi cari, per raccontare la loro inverosimile, esilarante e grottesca storia di vittime della camorra guidata dal Presidente Del Turco (mentre la vicina Procura di Chieti ha appena chiesto il rinvio a giudizio di Angelini e famiglia per una bancarotta fraudolenta di oltre 100 milioni di Euro). Noi, e con noi il Tribunale e la pubblica opinione – scrive ancora Caiazza – ancora attendiamo di sentirci raccontare cosa sia stata la cartolarizzazione, quale la differenza tra quella della Giunta Pace e la Giunta del Turco, cosa e quali siano i crediti ‘non performing’ presenti nell’una ma non nell’altra, quali i meccanismi ispettivi adottati dall’una e dall’altra Giunta, quale il ruolo delle cliniche private nella spoliazione delle pubbliche risorse, quali i provvedimenti ‘illeciti’ adottati dalla Giunta Del Turco. Forse sarà perché è difficile raccontare oggi la stessa storia posta a base della decapitazione giudiziaria della Giunta Del Turco, ora che tutti (ma dico proprio: tutti) i provvedimenti giudicati illegittimi dalla Procura Pescarese (e all’epoca, puntualmente anche dal Tar Abruzzo), e indicati dall’Accusa come i capisaldi dell’ordito criminale, sono stati poi – ripeto: tutti – giudicati come legittimi dal Consiglio di Stato e perfino dalla Corte Costituzionale, e dunque regolano tuttora (camorristicamente?) la sanità abruzzese, avendo prodotto formidabili effetti sulla riduzione della spesa sanitaria (legge 20/2006 su controlli ed appropriatezza delle prestazioni; legge 6/2007 sulla revisione della rete ospedaliera; legge 5/2008 sul Piano Sanitario Regionale; legge 32/2007 sull’accreditamento delle strutture sanitarie; e così tutte le delibere di Giunta Del Turco sulla riduzione dei budget). Mentre attendiamo dunque che il processo finalmente inizi dalla testa, e non dalla coda – conclude l’avvocato Caiazza – diamo appuntamento – quanto alla credibilità di Angelini e dei suoi cari – al momento in cui la difesa sarà finalmente chiamata ad articolare le sue prove, che verteranno proprio sulla attendibilità di quei testi tanto cari alla Procura della Repubblica pescarese”.

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