Condizioni ambientali precarie, i docenti della scuola primaria di San Vito Chietino si rivolgono alla Procura

I docenti della scuola primaria del capoluogo sanvitese hanno inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Lanciano, al Prefetto, alla Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, all’Inail e al dirigente dell’Istituto Comprensivo di San Vito Chietino. Le insegnanti sono seriamente preoccupate per le condizioni ambientali della nuova sede scolastica, che non garantiscono la sicurezza ai 107 bambini che quotidianamente seguono le lezioni al piano terra della scuola sita in via Michelangelo. «Tanto per iniziare – si legge nell’esposto – esiste una sola uscita di sicurezza che conduce in uno spazio angusto, chiuso tra due edifici e senza via di fuga, al termine della quale c’è un cancello chiuso. Le finestre delle aule sono protette da sbarre di ferro che non consentono di varcarle in caso di emergenza. Le porte delle aule sono strette e quindi non idonee al rapido deflusso dei piccoli in caso di pericolo. Le aule sono sottodimensionate e l’unico stretto corridoio non permetterebbe un’uscita celere e ordinata in caso di calamità. Sulle volte delle aule corrono a vista, sulle teste dei bambini, grandi tubature per l’acqua bollente del riscaldamento che, in caso di rotture, potrebbe cadere addosso agli alunni. Addirittura l’acqua che sgorga dai rubinetti non sarebbe potabile e l’illuminazione artificiale delle aule risulta insufficiente. Tra l’altro il nuovo piano di evacuazione prevede l’uscita dei bambini delle elementari dall’ingresso principale del plesso della scuola media, che non sono a norma perché si aprono verso l’interno. Infine la scala antincendio delle medie è ostruita dalla recinzione del cantiere per lavori alla palestra». Insomma una situazione assurda che non garantisce alcuna sicurezza ai ragazzi e al personale docente e non docente. Le insegnanti, con l’esposto presentato alle varie autorità, intendono quindi tutelare la sicurezza, il decoro e la dignità degli alunni e declinare ogni responsabilità futura in caso di calamità naturali.

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